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Risparmio gestito, 2016 anno in TRINCEA

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Il 2016 è  stato un anno "in trincea" per il risparmio gestito, pieno di difficoltà e incertezze, con reazioni a sorpresa dei mercati  e una performance modesta in generale.

Questa l’analisi di Carlo Gentili, fondatore e ad di Nextam Partners, società indipendente di gestione e advisory con sede a Milano e  Londra che lo scorso anno ha avuto "una performance allineata  a quella globale". In generale, spiega Gentili – in un 

colloquio con Radiocor Plus a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos – "è stato un anno molto difficile perche’ l’Europa ha fatto poco in termini di Borsa, ha fatto 
bene l’America, ma tutto dopo l’elezione di Trump".

Sulla componente obbligazionaria, che è preponderante sul risparmio gestito, "le performance sono state modeste. Chi  voleva mantenere un portafoglio correttamente conservativo ha 

avuto un risultato prossimo allo zero", mentre è andata bene a chi ha puntato sulle componente "piu’ rischiosa e aggressiva, quella dei decennali, ventennali e dei  trentennali" a cui si deve quasi totalmente l’aumento del 3%  dell’indice obbligazionario, ma che è "tanto rischiosa 
quanto investire in Borsa", perche’ i tassi sono destinati a salire".

Quindi, nell’insieme il 2016 è stato "un anno in trincea e anche un anno pieno di incertezze". L’elenco è nutrito: Brexit, Trump, il referendum italiano e andando a  ritroso, l’Ucraina e la Cina. Il fatto che sia finito positivamente e che "le Borse abbiano avuto una performance 

decorosa del 6-7% a livello globale, insegna ancora una volta che è totalmente inutile pensare di fare grandi scenari o previsioni di lungo termine".

"E’ ancora più inutile – osserva Gentili – se si pensa che, anche intuendo l’esito delle elezioni Usa o dei referendum Gb e italiano, sarebbe   stato un errore vendere, perchè i mercati sono saliti. Per investire bisogna stare "concentrati sulle singole aziende, sulle singole storie", consiglia Gentili, che punta l’attenzione sui settore della tecnologia e della farmaceutica. "Qui a Davos – spiega – è affascinante capire come il mondo tra 50 anni sarà totalmente diverso, tra auto che si guidano da sole e i progressi del genoma, con impatti 

anche nell’agricoltura", per non parlare degli algoritmi che  rispondono a quesiti giuridici. Nextam ha circa 6 miliardi e mezzo di euro, una parte in gestito e una parte in 
consulenza.

  

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19/01/2017 | Categorie: Mondo consulenti Firma: Redazione