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Obbligazioni (Bond) ibride: le caratteristiche

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 I bond (obbligazioni) ibridi sono una classe di strumenti di debito che sta a metà strada fra il debito puro e l’azione, fra il debito e il capitale di rischio. Questi ‘ibridi’ si sono fatti strada negli ultimi anni, e non hanno caratteristiche standardizzate. Sono titoli più rischiosi rispetto alle obbligazioni normali, ma possono anche essere più redditizi. 

 
Hanno meno protezione delle obbligazioni, nel senso che se la società va in liquidazione, nella fila dei creditori sono verso il fondo, solo avanti agli azionisti. E se la società va male è previsto che le cedole possano essere rimandate, ridotte o addirittura saltate.

Pur partecipando alla natura di capitale di rischio, data la dipendenza parziale dai risultati economici dell’impresa, questi strumenti non danno diritto di voto alle assemblee.

 
I bond ibridi vengono solitamente sottoscritti da investitori istituzionali. Il vantaggio per l’investitore è che hanno un rendimento più elevato di quello delle obbligazioni normali (ma anche un rischio più elevato). Il vantaggio per l’emittente è che, non essendo considerati un puro debito ma partecipando in qualche misura del capitale di rischio, non appesantiscono come le obbligazioni normali il rapporto fra debito e capitale.
 
La loro durata di solito è lunga, e possono anche essere perpetui. Solitamente i bond ibridi hanno una durata elevata che supera il decennio e in alcuni casi coincide con l’intera vita dell’azienda, proprio come accade per le azioni. Tuttavia la società emittente ha, in genere, la possibilità di rimborsare il prestito anticipatamente. Qualora tale facoltà non venga esercitata è contemplato un aumento della cedola.(manageronline.it)
 
Ma l’aspetto forse più interessante per la società è che l’emissione di obbligazioni ibride non peggiora il suo indebitamento o per lo meno non allo stesso modo delle normali obbligazioni. Basti pensare che se le obbligazioni ibride sono perpetue non debbono essere rimborsate e che il pagamento della cedola può anche essere differito o addirittura non effettuato.
Secondo Moody’s gli ibridi sono da considerarsi al 75% azioni e al 25% obbligazioni. Dunque, un’azienda che emette bond ibridi per 100, ai fini dei calcoli dei rating, risulta indebitata per 25, mentre se avesse emesso normali obbligazioni risulterebbe indebitata per 100.

  

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11/04/2013 | Categorie: Finanza personale Firma: Redazione