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Consulenti e onda green: il 60%
si interessa di più all’ESG

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I professionisti rivelano un interesse più maturo verso le variabili environmental, social e governance

Più interesse verso la sostenibilità

La sostenibilità e la consulenza vanno sempre più a braccetto, un trend importante che mostra in modo inequivocabile l’ascesa della finanza green. Come dimostra anche la maggiore attenzione delle Sgr verso la Esg Identity. Due motivi in più per formarsi e informarsi costantemente su tutto ciò che riguarda i temi degli investimenti socialmente responsabili. A rivelare tali dati è stata la ricerca “SRI: il coinvolgimento consulente-cliente”, realizzata da EticaNews in collaborazione con Anasf

Un’indagine di grande attualità

Il report fotografa la situazione attuale sulla base del sondaggio Real Trend diffuso ai consulenti dell’associazione lo scorso ottobre. I quesiti hanno riguardato lo scenario, le modalità con cui si relazionano i clienti con i temi Esg (Environmental, social and governance), la percezione della conoscenza dei consulenti, le aspettative sull’informazione e sulla formazione, le richieste alla rete e le aspettative istituzionali. La ricerca ribadisce l’importanza della formazione per questi professionisti, che potrebbero e dovrebbero prendere in considerazione percorsi come quello da noi lanciato con il Master sulla Finanza Sostenibile (clicca qui per iscriverti subito). A prescindere dall’autovalutazione positiva fornita sui temi green.

La consapevolezza degli advisor

Interrogati sul loro grado di conoscenza, i consulenti finanziari percepiscono per lo più “buone” le proprie competenze in materia di prodotti Sri (il 63,93% ha indicato una conoscenza “buona” e l’8,2% si è spinto a giudicarla “ottima”), criteri Esg (62,29% buona e 11,48% ottima) e indici Sri (59,01% buona e 8,2% ottima). Si conferma, dunque, il trend di crescita del grado di conoscenza sul tema già evidenziato lo scorso anno, ma allo stesso tempo si registra un calo della percentuale di chi dichiara di avere un’ottima conoscenza e aumenta, e di molto, la percentuale di chi dichiara un livello buono, anche se contestualmente vi è una netta diminuzione di chi valuta la propria conoscenza sufficiente.

Le nuove esigenze dei clienti

Dunque, la consapevolezza cresce tra i professionisti della finanza. Certo si tratta pur sempre di un’autovalutazione, ma il report conferma come disinteressarsi degli sviluppi della finanza sostenibile non sia più un’opzione. Non se si vuole essere competitivi sul mercato della consulenza e fare davvero gli interessi del proprio cliente. Un investitore sempre più attratto dalla possibilità di generare un impatto positivo per la società e per il pianeta con le proprie scelte finanziarie.

02/12/2020 | Categorie: Economia e Dintorni , Mondo consulenti Firma: Luca Losito