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Investimenti, il VALORE è nell’equity europeo

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Scongiurato il rischio politico europeo, con l’elezione di Emmanuel Macron in Francia, “il premio al rischio legato alla questione dell’euro non ha più ragione di esistere” e “anche gli osservatori più pessimisti riconoscono che il contesto attuale è estremamente positivo”. Questa l’opinione di Dorval Asset Management, affiliata di Natixis Global Asset Management, che poi aggiunge che la crescita è diffusa e gli investimenti ripartono, ma il ritmo abbastanza moderato della ripresa mondiale (+3,5% nel 2017) permette ancora di mantenere i tassi reali su livelli molto bassi.

"Il Pil Usa del primo trimestre (+0,7%) è deludente, ma ha ragione il consensus a liquidare il dato come un incidente statistico. La crescita sottostante si conferma robusta, intorno al 2-2,5%. Inoltre, tutto indica che l’amministrazione americana riuscirà a promuovere un significativo rilancio fiscale in autunno”, spiegano gli esperti. 

Quanto all’Eurozona, i dati sul Pil evidenziano la tendenza a una crescita del 2%, che implica un margine di revisione al rialzo delle stime di consensus, pari al +1,6% per il 2017. Secondo Dorval Asset Management, la buona notizia arriverà sicuramente dall’Italia, che mostra finalmente segni più convincenti di ripresa economica in sempre più numerosi settori. “Le banche italiane possono così liberarsi più facilmente dei crediti inesigibili, con la conseguente riduzione di un rischio importante per il sistema bancario europeo. Le prossime elezioni, senza dubbio nel primo trimestre 2018, si svolgeranno quindi in un clima congiunturale molto diverso da quello del 2013”, prosegue la società.
 
Intanto, a livello più operativo, "la volatilità molto bassa, le elevate valutazioni azionarie e soprattutto obbligazionarie e gli spread molto contenuti sui mercati high yield indicano che gli investitori scontano già ampiamente il contesto eccezionale. I tassi dovrebbero logicamente risalire e le piazze azionarie muoversi semplicemente in linea con gli utili, a meno che gli operatori non si lascino prendere dall’euforia. In un’ottica di valore relativo, le azioni restano favorite rispetto alle obbligazioni, e i mercati europei ed emergenti rispetto a Wall-Street”, spiegano gli esperti, che poi aggiungono che per il momento, la dinamica di mercato non riflette un’esuberanza irrazionale, che la sovraperformance dell’azionario globale rispetto alle obbligazioni è in linea con il ciclo economico e con il forte aumento dei profitti aziendali e che la crescita mediana degli utili per azione nell’eurozona supera ormai il 10%, sostenuta dalla ripresa economica europea, dalla vivacità del commercio mondiale e dalla politica della Bce.

“La nostra allocazione continua a puntare sul tema della reflazione nell’area euro (costruzioni, small cap, banche). Ma il boom di redditività che pone maggiori interrogativi riguarda gli Stati Uniti. Le società high-tech americane si sono assicurate la fetta più grossa che mai della creazione di ricchezza globale – proseguono gli esperti, che poi concludono – Questa sovraredditività prima o poi dovrà subire una correzione, ma per ora le implicazioni sono chiare: il tema della digitalizzazione dell’economia (big data, ecc.) continuerà ad attirare ingenti capitali nei prossimi trimestri, anche in Europa”. 

 

  

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18/05/2017 | Categorie: Portafoglio Firma: Redazione