
La vera sfida dei prezzi dell'energia: maggiore richiesta, meno materie prime
Più che l'AI, saranno elettrificazione e cooperazione internazionale a determinare il futuro dell'energia
Negli ultimi mesi il dibattito pubblico ha concentrato gran parte dell'attenzione sull'intelligenza artificiale e sul suo enorme fabbisogno energetico. L'esplosione dei data center e dei grandi modelli linguistici ha alimentato l'idea che saranno proprio questi i principali responsabili dell'aumento dei consumi elettrici dei prossimi decenni. La realtà, però, è molto più articolata.
Secondo Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR, l'intelligenza artificiale rappresenta solo una parte del problema. Il vero cambiamento arriverà dalla progressiva elettrificazione dell'intera economia, dalla crescente domanda di energia dovuta ai cambiamenti climatici e dalla necessità di reperire le materie prime indispensabili per sostenere la transizione energetica.
L'intelligenza artificiale non sarà il principale motore dei consumi
L'impatto dei data center è destinato certamente ad aumentare, ma non bisogna confondere un fenomeno molto visibile con il principale motore della domanda energetica mondiale. Oggi gran parte dell'energia consumata dai data center serve ancora ai servizi digitali tradizionali, come lo streaming, il cloud e le piattaforme online, mentre l'intelligenza artificiale rappresenta una quota ancora minoritaria.
L'incremento dei consumi elettrici nei prossimi vent'anni sarà invece determinato soprattutto dall'elettrificazione dei trasporti, del riscaldamento, dell'industria e dall'aumento della climatizzazione, fenomeno destinato a crescere con il progressivo aumento delle temperature. È quindi necessario evitare facili allarmismi e guardare al quadro complessivo della trasformazione energetica.
Il vero collo di bottiglia si chiama rame
Quando si parla di transizione energetica si pensa immediatamente a litio, cobalto o terre rare. In realtà il materiale che desta le maggiori preoccupazioni è il rame, presente praticamente in ogni infrastruttura elettrica, nei motori, nelle reti, nelle batterie e negli impianti industriali.
I grandi giacimenti stanno progressivamente diminuendo la propria capacità produttiva e nei prossimi anni la domanda potrebbe superare l'offerta. Per questo motivo il riciclo diventerà una componente fondamentale della sicurezza energetica. Recuperare il rame già utilizzato significa ridurre la dipendenza dalle nuove estrazioni e rendere più sostenibile l'intera transizione energetica.
Senza cooperazione internazionale la transizione sarà più difficile
Le materie prime critiche non sono distribuite in modo uniforme nel mondo. Il rame è concentrato soprattutto in Sud America, il cobalto nella Repubblica Democratica del Congo, il litio in pochi Paesi e ogni tecnologia dipende da filiere globali molto complesse.
Per questo la cooperazione internazionale dovrebbe rappresentare uno degli strumenti principali per affrontare la transizione energetica. Negli ultimi anni, però, il mondo si è mosso nella direzione opposta, aumentando tensioni geopolitiche, restrizioni commerciali e competizione tra grandi potenze proprio mentre sarebbe necessaria una maggiore collaborazione.
L'Europa deve completare il proprio mercato dell'energia
Anche all'interno dell'Unione Europea esistono ancora profonde differenze. Francia, Germania, Italia e Spagna producono energia con mix completamente diversi e questo determina prezzi molto differenti tra un Paese e l'altro. A pesare sono anche la carenza di interconnessioni tra le reti nazionali e una fiscalità che, paradossalmente, continua spesso a penalizzare proprio l'elettricità rispetto ai combustibili fossili.
La vera sfida europea sarà quindi costruire un sistema energetico realmente integrato, capace di mettere a fattor comune la produzione rinnovabile del Mediterraneo, il nucleare francese e le altre risorse disponibili sul continente. Solo attraverso una maggiore integrazione sarà possibile rendere l'energia più competitiva, più sicura e meno dipendente dalle tensioni geopolitiche.
La transizione energetica non si giocherà quindi soltanto sulla capacità di produrre più elettricità, ma soprattutto sulla capacità di utilizzare meglio le risorse disponibili, recuperare le materie prime strategiche e rafforzare la cooperazione internazionale. È questa la vera partita che determinerà il costo dell'energia e la competitività economica dei prossimi decenni.
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