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Meno dollari, più oro: il lento cambiamento dell'ordine monetario globale

Tra politiche monetarie e tensioni geopolitiche, l'oro continua a rappresentare uno degli indicatori più importanti degli equilibri finanziari internazionali.



Negli ultimi anni l'oro è tornato al centro dell'attenzione degli investitori e delle banche centrali. L'aumento delle tensioni geopolitiche, la ricerca di beni rifugio e i dubbi sulla stabilità dell'ordine economico internazionale hanno contribuito a spingere le quotazioni verso nuovi massimi storici.


Negli ultimi mesi, tuttavia, il prezzo del metallo prezioso ha mostrato una fase di consolidamento. Si tratta di un nuovo equilibrio oppure di una pausa temporanea prima di una possibile ripresa? La risposta dipende sia dalle dinamiche dei mercati finanziari sia dalle trasformazioni geopolitiche in corso.


La fase attuale è influenzata dalla rotazione dei capitali

Secondo l'analisi dell'intervistato, il recente rallentamento dell'oro non rappresenta necessariamente un'inversione strutturale del trend.

Una delle principali ragioni è legata alla forte richiesta di liquidità generata dai mercati finanziari.


Le attese per importanti quotazioni in Borsa e nuove emissioni societarie stanno spingendo molti investitori a ribilanciare i propri portafogli, vendendo parte degli asset rifugio per liberare capitale destinato a nuove opportunità di investimento.

Questa rotazione interessa non soltanto l'oro, ma anche altri strumenti considerati alternativi, come il Bitcoin.


I tassi di interesse continuano a pesare sul prezzo dell'oro

Un secondo elemento è rappresentato dalla politica monetaria della Federal Reserve.

L'eventualità di ulteriori rialzi dei tassi d'interesse rende relativamente meno attraente l'oro, che per sua natura non produce cedole né rendimenti periodici.


Quando aumentano i rendimenti offerti dalle obbligazioni governative statunitensi, una parte degli investitori tende infatti a privilegiare strumenti che garantiscono un flusso cedolare, riducendo temporaneamente l'interesse verso il metallo prezioso.


Si tratta però di una dinamica tipica dei cicli finanziari e non necessariamente di un cambiamento di lungo periodo.


Dedollarizzazione e rischi sovrani sostengono il ruolo dell'oro

Se lo scenario di breve termine dipende dalle politiche monetarie, quello di lungo periodo appare invece influenzato da fattori geopolitici.


Sempre più banche centrali stanno progressivamente diversificando le proprie riserve, riducendo l'esposizione ai Treasury americani e aumentando gli acquisti di oro.

Alla base di questa strategia vi è una crescente attenzione ai rischi sovrani e alla stabilità del sistema finanziario internazionale.


Il processo di dedollarizzazione procede lentamente, ma coinvolge un numero crescente di economie emergenti, in particolare in Asia, Africa e America Latina, che stanno cercando di ridurre la dipendenza dal dollaro negli scambi commerciali e nelle riserve valutarie.

Pur rimanendo la valuta dominante, il dollaro deve oggi confrontarsi con un contesto internazionale sempre più frammentato.


L'oro resta un indicatore della fiducia nel sistema

Secondo l'intervistato, il ruolo dell'oro è destinato a rafforzarsi proprio perché rappresenta un'alternativa nei momenti in cui aumenta l'incertezza sulle istituzioni economiche e monetarie.


Le tensioni tra politica e banche centrali, le pressioni esercitate sui processi decisionali della politica monetaria e la crescente competizione tra grandi potenze contribuiscono infatti ad alimentare la domanda di beni rifugio.


Per questo motivo l'attuale fase di consolidamento potrebbe rappresentare soltanto una pausa all'interno di un trend di lungo periodo ancora favorevole.


In un mondo sempre più multipolare, caratterizzato da nuove alleanze economiche e da una graduale ridefinizione dell'ordine monetario internazionale, l'oro continua a confermarsi non solo una riserva di valore, ma anche uno dei principali termometri della fiducia nei confronti del sistema finanziario globale.

Guarda l'intervista completa su FinanceTV o ascolta

il Podcast FinanceTV Talks - Le Voci dell'Economia

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