
Il consulente finanziario del futuro sarà sempre più tecnologico, ma resterà soprattutto umano
Dall'intelligenza artificiale alla consulenza patrimoniale, il valore aggiunto non sarà sostituito dagli algoritmi ma potenziato dalla tecnologia.
La consulenza finanziaria sta attraversando una delle trasformazioni più profonde della sua storia. Geopolitica, inflazione, debito pubblico, volatilità dei mercati e innovazione tecnologica stanno cambiando rapidamente il contesto nel quale operano consulenti e investitori, rendendo sempre più evidente come il semplice collocamento di prodotti finanziari non sia più sufficiente per rispondere ai bisogni dei clienti.
Secondo Fabio Cubelli, Condirettore generale di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, negli ultimi anni il settore ha vissuto una vera e propria "rivoluzione silenziosa": il passaggio da una logica di vendita di prodotti a una logica di consulenza patrimoniale integrata, nella quale il professionista accompagna il cliente lungo tutte le principali decisioni economiche della propria vita.
Dalla consulenza finanziaria al wealth management
La figura del consulente si è evoluta profondamente. Oggi non si limita più a costruire portafogli di investimento, ma affronta temi come previdenza complementare, protezione assicurativa, pianificazione patrimoniale e passaggio generazionale.
È questo il significato del moderno concetto di wealth management: un approccio che integra investimenti, tutela del patrimonio, assicurazioni e, nel caso degli imprenditori, anche le esigenze dell'azienda e della famiglia.
In un contesto economico sempre più complesso, il valore della consulenza nasce proprio dalla capacità di collegare competenze differenti e costruire soluzioni personalizzate, superando la tradizionale distinzione tra prodotti finanziari e altri strumenti di pianificazione.
L'educazione finanziaria è la vera sfida del sistema Italia
Nonostante l'elevata propensione al risparmio, l'Italia continua a presentare un forte divario tra risparmiatori e investitori.
Molte famiglie mantengono una quota significativa del patrimonio in liquidità, risultano ancora poco esposte ai mercati azionari, investono poco nella previdenza complementare e sono spesso sottoprotette sotto il profilo assicurativo.
Secondo Cubelli, colmare questo divario rappresenta una responsabilità non solo per i consulenti finanziari, ma per l'intero sistema economico. Il consulente diventa infatti un ponte tra il risparmio delle famiglie e l'economia reale, accompagnando i clienti nella costruzione di portafogli coerenti con i loro obiettivi di lungo periodo piuttosto che con le oscillazioni quotidiane dei mercati.
La vera consulenza non consiste nel prevedere il prossimo movimento delle Borse, ma nell'aiutare il cliente a mantenere una strategia coerente anche durante le inevitabili fasi di volatilità.
L'intelligenza artificiale renderà più forte la relazione con il cliente
Tra le innovazioni destinate a cambiare maggiormente il settore c'è naturalmente l'intelligenza artificiale.
Secondo Cubelli, il principale contributo dell'AI sarà la capacità di analizzare enormi quantità di dati, individuare bisogni inespressi e supportare il consulente nella costruzione di soluzioni sempre più personalizzate.
In una realtà nella quale un singolo banker può seguire centinaia di clienti, la capacità di interpretare dati, comportamenti e necessità diventerà un elemento decisivo per migliorare il servizio offerto.
L'intelligenza artificiale potrà quindi aiutare il consulente a individuare opportunità che oggi rischiano di rimanere invisibili, come esigenze di protezione assicurativa o bisogni previdenziali ancora non affrontati.
La tecnologia non sostituirà il rapporto umano
Per quanto evoluta possa diventare, però, la tecnologia non eliminerà il valore della relazione personale.
L'esperienza quotidiana dimostra che durante un incontro con il cliente solo una parte del tempo è dedicata all'analisi del portafoglio. La maggior parte della consulenza riguarda invece la conoscenza della persona, della famiglia, dei progetti futuri, delle paure e degli obiettivi che nessun algoritmo può comprendere pienamente.
È proprio in questo equilibrio tra capacità analitica e relazione umana che si giocherà il futuro della consulenza finanziaria.
L'intelligenza artificiale renderà i professionisti più efficienti, consentirà loro di dedicare meno tempo alle attività ripetitive e più tempo all'ascolto e alla pianificazione. Ma il valore finale continuerà a nascere dalla fiducia costruita tra consulente e cliente.
In un mondo sempre più digitale, il vero vantaggio competitivo non sarà scegliere tra persone e tecnologia. Sarà riuscire a integrare entrambe per offrire una consulenza sempre più completa, personalizzata e orientata al lungo periodo.
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