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Terre rare, la nuova corsa strategica: opportunità e rischi per chi investe

Tra rischio dumping cinese e tensioni strategiche globali, le terre rare sono un tema strutturale. Ma l’investimento richiede disciplina e diversificazione.


Le terre rare non sono più un tema tecnico per addetti ai lavori. Sono diventate una questione geopolitica.


Ne abbiamo parlato in questa intervista con Maurizio Mazziero coautore, insieme a Paolo Gila, del libro "Geopolitica delle Terre Rare" edito da HOEPLI.


Quando si parla di Groenlandia, di materie prime critiche, di tecnologia militare o di intelligenza artificiale, il filo conduttore è sempre lo stesso: controllo delle risorse strategiche.


Le terre rare sono essenziali per:

  • elettronica avanzata

  • veicoli elettrici

  • turbine eoliche

  • sistemi di difesa

  • chip e AI

Chi controlla la filiera controlla un pezzo del futuro industriale.


Perché il tema è diventato così caldo

Negli ultimi anni la Cina ha consolidato una posizione dominante nella lavorazione e nella raffinazione delle terre rare.


Questo ha trasformato la materia prima in leva geopolitica.

Non è un caso che ogni tensione internazionale riporti il tema al centro del dibattito.

Ma attenzione: quando un tema diventa geopolitico, diventa anche altamente volatile dal punto di vista finanziario.


Le aziende occidentali del settore hanno registrato forti rialzi. Ma questo non elimina i rischi strutturali.


Il rischio dumping

Un elemento spesso sottovalutato è il rischio di dumping.

La Cina potrebbe decidere — come già accaduto in passato — di aumentare la produzione a prezzi molto bassi, anche sotto costo, con l’obiettivo di mettere fuori mercato i concorrenti occidentali.

S

e ciò accadesse, le quotazioni delle aziende non cinesi potrebbero subire forti correzioni.

Questo significa che il tema è strategico, ma non è lineare.


Come investire: evitare l’innamoramento

Ci sono diverse modalità per esporsi al settore:

  • investire direttamente in singole società occidentali attive nella filiera

  • utilizzare ETF tematici sulle terre rare

  • optare per ETF più ampi sulle materie prime critiche


La cautela principale è una: evitare concentrazioni eccessive.

Un ETF consente di diversificare il rischio tra più aziende e ridurre l’impatto di eventuali shock specifici. Inoltre, molti ETF includono non solo terre rare ma anche litio e altre materie critiche, aumentando la diversificazione settoriale.


Parte core e parte satellite

Le terre rare, come molte tematiche geopolitiche, non dovrebbero rappresentare la componente centrale del portafoglio.

Sono una componente “satellite”:

  • peso contenuto

  • esposizione controllata

  • inserita in una logica di diversificazione complessiva


Il rischio principale è l’innamoramento del tema. Quando un argomento domina le notizie e la politica internazionale, è facile sovrastimare il potenziale e sottovalutare la volatilità.


Tema strutturale, ma con disciplina

Le terre rare sono destinate a restare centrali nella competizione globale. La transizione energetica, la digitalizzazione e la difesa non possono farne a meno.


Ma tra rilevanza strategica e rendimento finanziario c’è una differenza.

Il tema è solido sul piano geopolitico. L’investimento richiede disciplina, diversificazione e gestione del rischio.

Guarda l'intervista completa su FinanceTV o ascolta

il Podcast FinanceTV Talks - Le Voci dell'Economia

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