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Debito USA, dollaro debole e nuovi equilibri finanziari: cosa cambia per il mondo

40.000 miliardi di debito, 10.000 miliardi da rifinanziare e una duration corta: il privilegio americano รจ ancora intatto?


Allโ€™inizio del nuovo mandato presidenziale americano, nei giorni dei cosiddetti โ€œdazi reciprociโ€, il timore era chiaro: gli Stati Uniti rischiavano di perdere il ruolo di porto sicuro della finanza internazionale.


Treasury meno appetibili, dollaro sotto pressione, investitori pronti a diversificare altrove.

A distanza di mesi, la percezione sembra cambiata. I Treasury sono tornati a essere considerati asset rifugio. Wall Street regge. Il dollaro, pur con oscillazioni, resta centrale.

Ma la vera domanda รจ unโ€™altra: quanto รจ sostenibile tutto questo?


40.000 miliardi di debito e una duration troppo corta

Il debito pubblico americano sfiora ormai i 40.000 miliardi di dollari. Se si considera lโ€™intero โ€œgeneral governmentโ€, si รจ intorno al 120% del PIL, livelli che definiremmo tipicamente europei โ€” se non italiani.


Il punto critico non รจ solo la dimensione, ma la struttura.

Una quota molto significativa del debito ha scadenze brevi. Si stima che oltre 10.000 miliardi debbano essere rifinanziati nellโ€™arco dellโ€™anno. Questo obbliga il Tesoro americano a tornare continuamente sul mercato.

In qualsiasi altro Paese, una situazione simile genererebbe tensione immediata.

Negli Stati Uniti, no.


Il โ€œprivilegio esorbitanteโ€ americano

Negli anni โ€™60 Valรฉry Giscard dโ€™Estaing definรฌ il dollaro un โ€œprivilegio esorbitanteโ€. Gli Stati Uniti possono finanziare deficit pubblici e deficit delle partite correnti emettendo una moneta che stampano loro stessi.


รˆ un potere unico.

Dal 1971, con la fine della convertibilitร  in oro, il dollaro รจ rimasto la valuta di riferimento globale. Gli USA convivono da decenni con deficit strutturali, eppure continuano a collocare titoli.


Perchรฉ?

Perchรฉ il mercato continua a ritenere il sistema americano piรน sicuro di qualsiasi alternativa concreta. In uno scenario geopolitico instabile, la forza economica e militare americana contribuisce a mantenere questa percezione.

Se fosse lโ€™Argentina in queste condizioni, il default sarebbe giร  arrivato.


La svalutazione del dollaro: opportunitร  o rischio?

Trump considera un dollaro piรน debole unโ€™opportunitร : favorisce le esportazioni americane.

Ma lโ€™effetto รจ piรน complesso.

Per lโ€™Europa e per lโ€™Italia, dollaro debole + dazi significa doppio impatto sulle esportazioni. Per i consumatori americani significa minore potere dโ€™acquisto.


Per gli investitori internazionali il tema รจ ancora piรน delicato.

Si stima che circa 100.000 miliardi di attivitร  finanziarie globali โ€” tra azioni e obbligazioni โ€” siano denominate in dollari. Una svalutazione strutturale avrebbe effetti importanti sui rendimenti reali per chi investe dallโ€™estero.

Va detto perรฒ che, storicamente, il dollaro ha attraversato fasi di oscillazione ben piรน ampie senza perdere la sua centralitร .


Fino a quando puรฒ durare?

Questa รจ la domanda che molti economisti americani si pongono.

Finchรฉ esisterร  fiducia nella capacitร  degli Stati Uniti di onorare il debito e mantenere stabilitร  sistemica, il meccanismo puรฒ continuare a funzionare.


Il rischio non รจ tanto finanziario quanto politico: una perdita di credibilitร  sistemica.

Per ora, il porto sicuro tiene.

Ma il privilegio esorbitante non รจ una legge naturale. รˆ un equilibrio di potere e fiducia.

E come ogni equilibrio, va continuamente rinnovato.

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