
Ricchezza, eredità e merito: perché il patrimonio sta ridisegnando la società
Dalla crescita delle disuguaglianze patrimoniali all'eredità in vita, il futuro economico dipenderà sempre più dalla ricchezza familiare
Per anni il dibattito sulle disuguaglianze si è concentrato quasi esclusivamente sui redditi. Si è parlato di stipendi, salari, occupazione e distribuzione della ricchezza prodotta dal lavoro. Molto meno attenzione è stata invece dedicata a un fenomeno che sta assumendo un peso crescente nelle società occidentali: la disuguaglianza patrimoniale.
Oggi il vero elemento che distingue le opportunità delle persone non è soltanto quanto guadagnano, ma soprattutto quanto possiedono o quanto erediteranno.
Secondo Luciano Balbo, imprenditore, venture capitalist e tra i pionieri dell'impact investing in Italia, stiamo entrando in una fase storica nella quale il patrimonio familiare rischia di diventare sempre più determinante rispetto al merito individuale. Non perché il talento e l'impegno abbiano perso valore, ma perché le condizioni di partenza tra le persone stanno diventando sempre più diverse.
È una trasformazione silenziosa, ma destinata ad avere profonde conseguenze economiche e sociali.
Le disuguaglianze patrimoniali stanno cambiando volto
A prima vista potrebbe sembrare un paradosso.
Se confrontiamo la situazione attuale con quella di un secolo fa, la concentrazione della ricchezza appare meno estrema. Nei primi decenni del Novecento gran parte del patrimonio era nelle mani di una ristretta élite. Oggi esiste una fascia molto più ampia della popolazione che possiede una casa, alcuni risparmi e un patrimonio capace di offrire una certa sicurezza economica.
Tuttavia questa evoluzione ha generato una nuova frattura.
Da una parte troviamo coloro che hanno beneficiato della grande crescita economica del secondo dopoguerra, acquistando immobili e accumulando patrimonio in una fase storica caratterizzata da salari in crescita e prezzi relativamente accessibili. Dall'altra troviamo una generazione che entra nel mercato del lavoro con redditi stagnanti e con valori immobiliari molto più elevati rispetto al passato.
Il risultato è che una quota significativa della popolazione dispone oggi di un patrimonio consolidato, mentre molti giovani si trovano a partire praticamente da zero.
L'eredità arriva prima della successione
Uno degli aspetti più interessanti evidenziati da Balbo riguarda il fenomeno dell'eredità in vita.
Tradizionalmente si immaginava che il trasferimento della ricchezza avvenisse al termine della vita dei genitori. Oggi sempre più famiglie anticipano questo passaggio, sostenendo economicamente figli e nipoti molto prima della successione vera e propria.
L'aiuto può assumere forme diverse: il pagamento degli studi universitari, il finanziamento di un master, il contributo per l'acquisto della prima casa, il sostegno nella gestione dei figli o l'accesso a reti relazionali e professionali privilegiate.
Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso in tutto l'Occidente e destinato a crescere nei prossimi anni, man mano che la grande ricchezza accumulata dalle generazioni del dopoguerra verrà trasferita ai discendenti.
Il problema non è l'aiuto familiare in sé, che rappresenta una naturale forma di solidarietà tra generazioni. Il problema è che chi non dispone di queste opportunità parte da una posizione molto più svantaggiata.
La meritocrazia è ancora sufficiente?
Per decenni il modello occidentale si è fondato sull'idea che l'istruzione e il lavoro potessero garantire mobilità sociale.
Secondo Balbo, questa convinzione rischia oggi di essere messa in discussione.
Una scuola pubblica accessibile a tutti rappresenta certamente uno strumento fondamentale di uguaglianza. Tuttavia il percorso di formazione richiesto per competere nelle professioni più qualificate si estende sempre più oltre l'università e comprende master, esperienze internazionali e percorsi specialistici che spesso richiedono importanti risorse economiche.
In questo contesto il patrimonio familiare non determina soltanto il livello di benessere economico, ma influenza direttamente le opportunità formative, professionali e personali.
La conseguenza è che la competizione non si svolge più tra individui che partono dalle stesse condizioni.
La finanza può creare valore o alimentare le disuguaglianze
Il ruolo della finanza si inserisce in questo scenario in modo ambivalente.
Da un lato la finanza è uno strumento indispensabile per finanziare imprese, innovazione, infrastrutture e sviluppo economico. Senza credito e investimenti molte delle attività produttive che conosciamo non potrebbero esistere.
Dall'altro lato, però, l'enorme quantità di capitale accumulata a livello globale tende sempre più spesso a concentrarsi su beni già esistenti piuttosto che sulla creazione di nuova ricchezza.
È uno dei motivi per cui immobili, mercati finanziari e grandi aziende continuano a registrare valutazioni elevate. I flussi di capitale si dirigono verso asset percepiti come sicuri e redditizi, alimentandone ulteriormente il valore.
Chi possiede già questi asset beneficia dell'aumento dei prezzi. Chi ne è escluso trova invece sempre maggiori difficoltà ad accedervi.
I giovani non possono affidarsi soltanto alla finanza
Di fronte a questo scenario molti si chiedono se gli investimenti possano rappresentare una soluzione per le nuove generazioni.
La risposta di Balbo è prudente.
Investire in modo corretto può certamente aiutare a costruire un patrimonio nel tempo e a integrare il proprio reddito. Tuttavia per investire occorre disporre di risorse iniziali e proprio questo rappresenta il principale ostacolo per molti giovani.
La finanza può contribuire a valorizzare un patrimonio già esistente, ma difficilmente può risolvere da sola le disuguaglianze che derivano dalle differenti condizioni di partenza.
Ed è qui che emerge la vera sfida dei prossimi anni.
Perché se il patrimonio continuerà a contare sempre più del reddito e se l'eredità continuerà a sostituire il merito come principale fattore di mobilità sociale, il rischio è quello di assistere alla nascita di una nuova aristocrazia economica.
Una società nella quale le opportunità non dipendono principalmente da ciò che si è in grado di costruire, ma da ciò che si eredita.
Guarda l'intervista completa su FinanceTV o ascolta
il Podcast FinanceTV Talks - Le Voci dell'Economia
Scopri tutti gli argomenti pensati per la tua attività






