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Un viaggio chiamato investimento

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Prima di ogni disquisizione sulla pianificazione finanziaria, sarebbe utile riflettere sui motivi che ci inducono all’investimento.
Quando acquistiamo un’automobile per esempio, ci chiediamo: Quale esigenza primaria vado a soddisfare? La scelta dell’automobile avviene in base a elementi che meglio soddisfano le esigenze del consumatore (difficilmente un padre di famiglia acquisterà come prima auto una coupè). Ovviamente non sempre siamo così razionali e sappiamo perché compriamo un determinato bene o servizio (basti pensare agli acquisti cosiddetti di “impulso” al supermercato).
Ma come mai nel campo della gestione delle proprie finanze le logiche che regolano le scelte degli strumenti non sono così razionali?
Non sarebbe più utile e corretto domandarsi prima di qualsiasi investimento “Per che cosa sto investendo?” piuttosto che “in che cosa investo?”.
Il primo passo per definire una corretta politica di investimento è rappresentato dalla definizione degli obiettivi, delle esigenze e dei vincoli specifici che caratterizzano ogni investitore.
Il fallimento nel campo degli investimenti è generalmente ascrivibile ad una mancanza o poca chiarezza nella definizione dei bisogni e delle esigenze e alla troppa emotività che si riscontra in determinati momenti di alta volatilità dei mercati finanziari.
E’ da sottolineare come gli investimenti non siano fini a se stessi ma siano il mezzo per raggiungere gli obiettivi prefissati dalle persone.
La scelta di un investimento, regola aurea della pianificazione finanziaria, dovrebbe avvenire solo dopo aver identificato le reali esigenze da soddisfare. Non si investe tanto per sperare che la nostra ricchezza si rivaluti o che i nostri titoli da un giorno all’altro raddoppino di valore.
Nel odierno contesto sociale l’uomo è sollecitato da innumerevoli input esterni , è costretto a correre, a produrre, a guadagnare sempre di più; allora il denaro diviene spesso uno scopo, fine a se stesso e non un mezzo per ottenere i risultati che ci si stabilisce.Ora se si pone al centro di ogni considerazione l’uomo, i suoi valori, i suoi obiettivi vitali non ha più senso voler necessariamente “guadagnare il massimo possibile, a tutti i costi” ma diventa essenziale, invece, individuare cosa si vuole ottenere e capire cosa fare per raggiungere i propri obiettivi e risolvere le proprie esigenze.
Ma a questo punto, si ritorni ai ragionamenti sulle logiche finanziarie. Se è lecito fare metafore, si potrebbe definire l’investimento come “Un viaggio in cui la posizione iniziale (cioè da dove si parte), la meta finale (destinazione) e i mezzi di trasporto siano definiti con estrema precisione.” Ma quale saranno gli elementi soggettivi che andranno a influire sulla scelta dei mezzi stessi?. Sicuramente ci si deve, per esempio, chiedere in quanto tempo si vuole raggiungere la meta o quanto denaro si può impiegare per raggiungere la meta.
E’ evidente che prima di iniziare il viaggio nel campo degli investimenti, ogni risparmiatore deve avere ben chiari quali siano i suoi obiettivi e le sue esigenze e dopo averne stabilite le priorità di soluzioni, sarà possibile decidere i mezzi e il modalità d’intervento più opportune.
Infatti per ogni obiettivo di investimento individuato, esistono strumenti finanziari idonei alla sua risoluzione. Per esempio, se un risparmiatore ha l’esigenza di acquistare casa entro un arco temporale di sei mesi, la soluzione alla sua esigenza non sarà certamente in uno strumento di lungo periodo come i titoli azionari ma l’investitore dovrà rivolgere la sua attenzione verso asset di breve termine (conto corrente, BOT, pronti contro termine).
Un errore che viene spesso commesso dagli investitori ma molte volte, purtroppo, da promotori e operatori del settore è quella della ricerca di straordinarie opportunità sul mercato azionario, o su altri asset rischiosi, trascurando invece un valido processo di pianificazione finanziaria.
Ma si definisca, a questo punto, il concetto di pianificazione finanziaria.Per pianificazione finanziaria (in inglese financial planning) si intende il processo mediante il quale le risorse finanziarie del risparmiatore si traducono in un progetto di investimento in linea con le sue esigenze, i suoi obiettivi e i vincoli.
Pianificare finanziarie se stessi o la propria famigli non significa selezionare i migliori titoli o fondi presenti sul mercato, bensì definire nella maniera più precisa e realistica gli obiettivi da perseguire nel tempo.
Ma perché la maggior parte delle persone non adottano un processo di pianificazione finanziaria ?
La risposta a questa domanda può derivare da tanti motivi, tra cui :
• Molti pensano, erroneamente, che solamente individui che possiedono patrimoni di media e grande entità possono essere oggetto di pianificazione finanziaria. Come detto, niente di più sbagliato; non è la grandezza di un patrimonio a determinare la fattibilità o meno di una pianificazione, ma ogni individuo da quello più giovane a quello più anziano, da quello con risorse limitate a quello con enormi fortune, possono e devono provvedere ad una sistematica pianificazione della loro ricchezza.
• Altre persone, invece, immaginano che la progettazione di un piano di investimento sia troppo costoso e preferiscono, quindi, lasciarsi guidare dalla quotidianità delle loro scelte finanziarie. In questo modo vivono giorno per giorno il susseguirsi degli eventi finanziari della vita senza pianificare obiettivi ed esigenze.
• Alcuni individui, inoltre, hanno riluttanza nel prendere in considerazione eventi non prevedibili e poco piacevoli legati alla vita di ogni individuo e della sua famiglia come la malattia, l’inabilità e la morte.
Eventi appunto spiacevoli e poco prevedibili, ma il loro verificarsi o meno dovrebbe trovare spazio, con una giusta copertura, nella visione globale della propria vita e della sua famiglia.

24/01/2008 | Categorie: Finanza personale Firma: Redazione