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STRATEGIA, puntare a rendimenti stabili

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Le valutazioni azionarie elevate e la futura evoluzione dei tassi d’interesse preoccupano investitori e mercati. Dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, le azioni statunitensi hanno infatti segnato un rialzo in previsione di una rapida accelerazione della crescita grazie al varo di politiche di stimolo da parte della nuova amministrazione. Tale sicurezza è ora scemata: attualmente i mercati non solo si chiedono se tali misure saranno effettivamente varate, ma sembrano ancora più scettici circa una loro rapida approvazione. Nel reddito fisso, le incertezze sono dovute alla possibilità che i tassi d’interesse salgano meno rapidamente del previsto in caso di mancata attuazione delle politiche di crescita proposte dall’amministrazione. Tuttavia, malgrado le incertezze, le tendenze di crescita sottostanti negli Stati Uniti come nel resto del mondo sono robuste.

 
Colin Moore, chief investment officer globale di Columbia Threadneedle Investments, spiega quali sono le opportunità d’investimento, quali sono i rischi nei mercati odierni e perché gli investitori prediligono oggi più che mai un approccio improntato alla stabilità.
 
Colin, dati i previsti rialzi dei tassi, quale dovrebbe essere l’atteggiamento degli investitori nei confronti del reddito fisso?
Non vi sono molti dubbi che i tassi aumenteranno considerati i livelli straordinariamente bassi raggiunti in termini storici. La questione reale riguarda la rapidità con cui aumenteranno. Ipotizzando un rapido inasprimento, è difficile essere ottimisti nei confronti di alcune delle strategie  obbligazionarie tradizionali, giacché esse dipendono in larga misura dai tassi d’interesse per la generazione di rendimenti. Gli operatori ricorrono quindi a strategie obbligazionarie più flessibili e meno dipendenti dall’evoluzione dei tassi. 
Per coloro che ritengono che i tassi saliranno più lentamente, vi sono altri modi per generare rendimenti: puntare sugli spread creditizi. La differenza tra il prezzo di un’obbligazione societaria e il prezzo di un Treasury è nota come spread creditizio.
Uno spread interessante può contribuire a compensare l’effetto di tassi in lento rialzo. Tuttavia, negli ultimi mesi questi differenziali si sono decisamente ridotti e quindi al momento non offrono una grande protezione.
 
Considerato il protrarsi dell’attuale contesto di tassi d’interesse storicamente bassi, gli investitori si stanno esponendo a rischi imprevisti per generare reddito?
Sì. La ricerca di reddito è divenuta uno dei temi portanti del mercato, una tendenza che certamente mi preoccupa già da qualche anno. Il premio che azionisti e obbligazionisti sono disposti a pagare per ottenere maggiori rendimenti correnti, ovvero un reddito corrente più elevato, è alquanto allarmante. La correlazione positiva tra rischio e rendimento sembrerebbe intuitiva, eppure nel puntare a generare reddito, gli investitori sembrano dimenticare che se ottengono un reddito corrente più consistente è perché si stanno assumendo maggiori livelli di rischio.
Consulenti e investitori ci dicono che alla base della soddisfazione di lungo termine c’è la stabilità del reddito, non il livello del reddito corrente. Ottenere oggi sostanziosi rendimenti che potrebbero domani essere azzerati non è poi una cosa così positiva. È molto più importante assicurarsi oggi un rendimento discreto e sostenibile in grado di reggere alle diverse circostanze e fasi dei mercati.
 
Quali trend globali ravvisate negli investimenti? 
Quando parliamo di investimenti globali pensiamo a Stati Uniti, Europa, Giappone, mercati emergenti ecc. Io credo tuttavia che questo approccio tradizionale geograficamente definito diverrà sempre più obsoleto. Dobbiamo pensare in termini di temi orizzontali piuttosto che di fusi orari verticali e, nell’ambito di un tale approccio, sviluppare opportunità di crescita globali più sostenibili nel lungo periodo, evitando di sottostare ai tradizionali vincoli di natura geopolitica. Le infrastrutture costituiscono un valido esempio. Si tratta di un tema globale, ma la maggior parte degli strumenti d’investimento in infrastrutture accessibili agli investitori retail è strutturata in base a criteri geografici: si parla di fondi azionari britannici, statunitensi, giapponesi, e lo stesso avviene nel reddito fisso. L’offerta di prodotti d’investimento definiti in base a un tema orizzontale è ancora molto limitata, ma prevedo a breve una rapida espansione.
 
Perché ritiene che le infrastrutture costituiscano un’opportunità sostenibile a più lungo termine?
È interessante notare quanto si sia scritto sull’economia statunitense oeuropea, discutendo se la crescita sarà del 2,4% o del 2,5%. Si tratta di differenze relativamente minime, mentre nel prossimo decennio e anche oltre le infrastrutture offrono chiare opportunità di crescita non inferiori al 6% annuo. Non riesco a pensare a paesi che non abbiano bisogno di migliorare le proprie infrastrutture.
Va inoltre sottolineato che si tratta di un settore in mutamento che presenta una gamma sempre più diversificata di opportunità. Le infrastrutture wireless e internet avvicinano gli utenti altrettanto efficacemente di collegamenti fisici come strade e ponti. Ho ad esempio notato, durante un recente viaggio nelle Filippine, che l’approccio locale adottato per collegare le persone al sistema di servizi finanziari non si basa sulla costruzione di migliaia di nuove filiali bancarie quanto sulla creazione di banche virtuali tramite reti wireless.
 
Perché la stabilità del reddito è alla base della soddisfazione nel lungo termine?
I fatti dimostrano che l’obiettivo degli investitori è replicare le performance più spettacolari dell’anno precedente, ma le nostre analisi indicano che tale strategia è estremamente inefficace. Il settore finanziario utilizza spesso un disclaimer che sottolinea come i rendimenti passati non siano indicativi di quelli futuri. È assolutamente vero, ma nessuno sembra prestarvi attenzione.
Se si intende risparmiare per pagare la retta universitaria dei propri figli o per finanziare la pensione, la cosa più importante è la stabilità del reddito. È molto meglio ricevere stabilmente il 6% che ottenere un anno il 10%, il secondo anno perdere il 2% e il terzo guadagnare il 4%. Inoltre, in termini matematici, un reddito più stabile offre i vantaggi della capitalizzazione composta degli interessi, né va dimenticato l’aspetto comportamentale, forse ancora più importante: chi punta a ottenere rendimenti più elevati è in genere il primo a vendere quando l’investimento attraversa una fase di ribasso.
 
Un risultato d’investimento stabile offre vantaggi quantificabili?
Al momento è in atto una vivace discussione sulle commissioni versate per le strategie attive rispetto a quelle passive. La nostra ricerca indica che una strategia attiva può costare ai clienti tra i 60 e gli 80 punti base annui in più rispetto a una passiva, mentre vendere quando le quotazioni sono basse e acquistare quando solo alte costa al momento fino a 200 punti base annui. Se possiamo quindi combattere questa tendenza comportamentale controproducente offrendo strategie che offrono rendimenti più stabili, gli investitori saranno meno portati a farsi prendere dal panico durante le fasi di volatilità e questo può avere un impatto rilevante sui loro risultati di lungo termine. Bisogna puntare alla stabilità, non a rendimenti spettacolari ma di breve durata.
 
L’elevata frequenza di elezioni ed eventi geopolitici rende più difficile raggiungere la stabilità?
Il settore degli investimenti gestiti tende nel complesso a puntare troppo spesso l’indice contro fattori esterni: la Brexit, le elezioni statunitensi ecc. La conoscenza dei fattori geopolitici è importante perché in ultima istanza informa le decisioni d’investimento alla base delle nostre strategie tese a ottenere rendimenti più stabili. Potrebbe sembrare irrilevante ai fini degli investimenti, ma tale conoscenza è necessaria per individuare la gamma dei possibili esiti.
 Per esempio, quale sarà l’esito del prossimo, decisivo appuntamento elettorale? Scommettendo sulla vittoria del candidato meno favorito è possibile generare extra-rendimenti elevati nel caso in cui tale scenario si concretizzi, ma investire importanti somme in qualcosa che presenta poche probabilità di realizzarsi non è in genere una buona idea. Noi puntiamo a offrire le maggiori probabilità di rendimenti soddisfacenti nel corso del tempo, in modo da assicurare agli investitori che i loro obiettivi – che si tratti della pensione, dell’istruzione dei figli o di altro ancora – abbiano le maggiori probabilità di successo.
 

  

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18/07/2017 | Categorie: Portafoglio Firma: Redazione