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Report settimanale sui mercati finanziari

I MERCATI FINANZIARI NELLA SCORSA SETTIMANA

Nella settimana appena trascorsa ennesimo tonfo per le principali piazze finanziarie europee che hanno registrato ribassi superiori al 10% ritornando sui minimi degli ultimi 15 anni. Fanalino di coda è risultata Parigi che ha ceduto il 12,46%, poco distante Francoforte che è arretrata del 12,37% e Bruxelles a -11,33%. A pesare sui listini le crescenti preoccupazioni circa il verificarsi della recessione globale; non hanno confortato infatti il crollo dell’attività manifatturiera statunitense e l’indice Pmi europeo che è sceso a novembre ai minimi dal 1996 costringendo gli economisti a rivedere le stime del Pil del Vecchio Continente per i primi mesi del 2009 (atteso in calo del 2% su base annua). Non ha destato stupore l’intervento di Trichet che si è dichiarato pronto già dalla prossima riunione (in calendario il 4 dicembre) a ridurre di ulteriori 50/75 b.p. il costo del denaro. A livello settoriale particolarmente deboli il comparto bancario, assicurativo e quello delle risorse di base.

Fra i principali titoli sono crollati Ing (-30,33%), Sociétè Generale (-27,28%), Deutsche Bank (-23,27%), Astrazeneca (-22,26% dopo l’annuncio della chiusura di tre stabilimenti in Europa con la soppressione di circa 1400 posti di lavoro da oggi al 2013) e Rio Tinto (-19%). In controtendenza Nokia che ha guadagnato lo 0,50%.
Anche Piazza Affari ha archiviato l’ottava in territorio negativo con l’S&P/Mib in calo dell’11,03%. Le vendite hanno colpito in particolari i titoli energetici vedi Saipem (-30,73% sui dubbi relativi alla cancellazione di un contratto), Prysmian (-28,95% che subisce la fuga degli hedge fund), Tenaris (-22,60%) ed Unicredit (-18,39%); unica eccezione Lottomatica che ha realizzato un rialzo dello 0,58%.

All’insegna del bear anche Wall Street con l’S&P500 che è scivolato dell’8,39% (aggiornando i minimi del 2002) ed il Nasdaq dell’8,70% in una settimana caratterizzata da un elevato nervosismo (l’indice Vix è salito sopra gli 80 punti). Non è stato ancora stabilito il destino delle tre big automobilistiche statunitensi (General Motors, Ford e Chrysler) per le quali la Camera ha rinviato a fine anno qualsiasi decisione su un possibile sostegno.

Nel corso del fine settimana è stato inoltre annunciato  il piano di salvataggio di Citigroup che prevede i seguenti punti:

1) garanzia offerta dal governo per circa 306 mld di dollari sugli attivi di Citigroup. La garanzia funzionera’ in modo che Citigroup si fara’ carico delle perdite fino a 29 mld di dollari, successivamente interverra’ il governo facendosi carico del 90% delle perdite fino alla cifra di 306 mld di dollari;

 2) ricapitalizzazione per 20 mld di dollari da parte del governo che si aggiungono già ai 25 mld stanziati dal governo nel mese di Ottobre in riferimento al Tarp;

3) in cambio il governo ricevera’ azioni Citigroup al prezzo di 10,61 dollari oltre a 27mld di azioni privilegiate con un dividendo dell’ 8%.

In lettera sempre in piano piano il comparto bancario con Jp Morgan (-34%), Bank Of America (-30,15%) ed Alcoa (-22,14%). Tra i titoli in denaro dobbiamo segnalare  Helwett-Packard (+13,72%), Exxon Mobile (+2,89%) e Wal Mart (+0,40% dopo le inattese dimissioni da parte del ceo Lee Scott). E’ riuscito a limitare le perdite invece il Giappone con il Nikkei che ha subito una contrazione del 6,50%.

Passando al mercato obbligazionario, si è assistito sia in area euro che in area Usa ad uno slittamento verso il basso della curva dei rendimenti; mentre è continuato a salire il differenziale fra i rendimenti dei titoli corporate e quelli governativi 3-5 anni area euro.
Per il mercato delle valute il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile nei confronti dell’euro e per questo resta valida la resistenza dinamica in prossimita’ della media mobile a 21 giorni passante per 1,27. Primo supporto di breve a 1,24.

Infine per quanto riguarda le commodity in forte rialzo l’oro ritornato in prossimità degli 800 $/oncia (+8,57%) mentre tra i beni industriali andamento contrastato in quanto abbiamo in rialzo   il rame (+1,9%) e il calo dell’alluminio (-2,5%). Infine segnaliamo la debolezza degli agricoli guidati dal forte calo del mais ( -6,9%) sui timori di un forte calo della domanda.

MERCATI MONETARI/OBBLIGAZIONARI

Per quanto riguarda l’area euro rendimenti in aumento nella parte a breve della curva ed un lieve calo sul decennale che ha portato il differenziale a 129 dai precedenti 135 b.p. Sul monetario l’ Euribor a tre mesi continua a scendere,  ma il differenziale con l’ Eonia  swap tre mesi continua a rimanere molto elevato confermando la presistenza di forti tensioni.

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

Anche questa settimana l’agenda macroeconomica dell’eurozona non risulta particolarmente ricca di appuntamenti: bisognerà, infatti, attendere sino a giovedì per l’uscita dell’aggregato M3 (atteso in ritracciamento a 8,1 da 8,6) e della fiducia dei consumatori (che dovrebbe attestarsi a -25 da -24 di ottobre). Il giorno successivo sarà la volta dell’inflazione (prevista in calo al 2,4% dal 3,2% di ottobre) e del tasso di disoccupazione (che dovrebbe correggere al 7,6% dal 7,5%). Per quanto riguarda le singole congiunture focus, in Germania, sul Pil destagionalizzato del 3° trimestre (previsto stabile a -0,5%) e sul tasso di disoccupazione (le stime parlano di un 7,6%) mentre nel Regno Unito occhi puntati solo sul Pil del 3° trimestre (previsto invariato al -0,5%).

Oltreoceano le principali pubblicazioni si concentreranno nella prima parte della settimana: domani in programma il Pil annualizzato (atteso a -0,5% da -0,3%), la spesa procapite core (che dovrebbe rimanere invariata al 2,9%), la fiducia dei consumatori (prevista sui valori di ottobre), l’indice della Fed di Richmond (che dovrebbe rimanere ancora a -26 punti) e l’indice dei prezzi delle case (stimato a -0,7%). Il giorno seguente sarà la volta del reddito procapite (stimato a +0,1% da +0,2%), degli ordini di beni durevoli (attesi in calo) e, come ogni settimana, delle richieste di mutui ipotecari e delle richieste di sussidi di disoccupazione. Sempre mercoledì in agenda l’indice dei direttori di acquisto di Chicago, la fiducia elaborata dall’Università del Michigan (attesa a 57,5 da 57,9 di ottobre), le vendite di nuove case (previste ad ottobre in forte contrazione a -4,7% da +2,7%) e l’inflazione di novembre (che dovrebbe attestarsi a -0,3% da -0,2%).

Concludendo con il Giappone, domani verrà diffuso il report mensile della Boj mentre venerdì
catalizzerà l’attenzione la disoccupazione (attesa in lieve aumento ad ottobre), l’inflazione (il consensus stima un +1,7% a/a da 2,1% di settembre) e la produzione industriale (prevista m/m ad ottobre a -2,5% da +1,1%).
Vincenzo Polimeno

Per suggerimenti e chiarimenti scrivete a vincenzo.polimeno@professionefinanza.com

25/11/2008 | Categorie: Investimenti Firma: Vincenzo Polimeno