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Report settimanale sui mercati finanziari

Nella settimana appena trascorsa causa la pausa natalizia abbiamo assistito ad un movimento laterale per le principali piazze finanziarie europee. Fanalino di coda è risultata Parigi che ha ceduto il 3,9%, poco distante Francoforte che è arretrata del 2,5% e Londra a -2,1%. A pesare sui listini le crescenti preoccupazioni circa il verificarsi della recessione globale e l’ulteriore discesa del petrolio che è ormai prossimo alla soglia dei 35 dollari al barile. A livello settoriale particolarmente deboli il comparto healt care e quello delle risorse di base.
Anche Piazza Affari ha archiviato l’ottava in territorio leggermente negativo con l’S&P/Mib in calo dell’ 0,82%. Le vendite hanno colpito in particolare Eurofly (-67,39% per i dati negativi sull’aumento di capitale) e It Holding (-27,51% per le voci di fallimento del gruppo capitanato da Tonino Perna) mentre tra i principali titoli in denaro segnaliamo Bastogi (+36,74% per l’accorciamento della catena di controllo).
All’insegna del bear anche Wall Street con l’S&P500 che è scivolato dell’ 4,58% ed il Dow Jones dell’ 4,71% in una settimana caratterizzata da un elevato nervosismo ma con una notizia positiva per quel che riguarda Gmac in quanto è stata trasformata in banca commerciale e quindi potrà accedere ai fondi Tarp.  Sugli scudi il comparto automobilistico mentre hanno subito una brusca frenata i titoli petroliferi e quelli farmaceutici.
E’ riuscito  a chiudere in denaro  invece il Giappone con il Nikkei che ha registrato una performance positiva del 1,80% spinto al rialzo dai titoli finanziari e del comparto immobiliare.

Il mercato obbligazionario si avvia a chiudere il 2008 in modo più che soddisfacente. I titoli di stato stanno per concludere l’anno con un rally che nel quarto trimestre risulta molto ampio e vistoso, per la gioia dei detentori dei temi governativi. Non che il credit-crunch non abbia pesato in qualche modo anche sul mercato obbligazionario, mutandone alcuni aspetti strutturali. Ad esempio gli spreads di tasso tra governativi tedeschi e governativi non-tedeschi dell’area Euro si sono ampliati, riflettendo un rischio-paese più marcato del solito. Tuttavia il taglio dei tassi operato con decisione negli ultimi tempi dalla Banca Centrale Europea ha consentito al bund , future sui decennali tedeschi, di volare a più riprese fino a raggiungere e superare, seppure di poco, anche la soglia di 125,00, per un tasso a 10-anni germanico perfino al di sotto del 3,00%. La curva dei tassi appare più inclinata rispetto a quanto registrato ad inizio 2008, con i tassi a 2-anni a 1,72% e quelli a 10-anni a 2,93%. In materia di tassi italiani i temi a 2-anni rendono il 3,03% mentre quelli a 10-anni si attestano a 4,28%. Nel frattempo la manovra espansiva della BCE che ha tagliato il costo del denaro al 2,50% ha consentito di raffreddare le te mperature del mercato legato ai tassi Euribor. L’Euribor a 3-mesi è scivolato a 2,98%, con quello a 6-mesi a 3,05%. I tassi americani dal canto loro sono stati schiacciati verso il basso. Attualmente i temi a 2-anni rendono 0,88%, quelli a 10-anni il 2,13% ed i trentennali il 2,60%. Si tratta di rendimenti strutturalmente molto depressi, a livelli di minimo record.
Sul mercato dei cambi continua a risultare vistosa la caduta del pound inglese, investito da una pioggia di vendite ripetute e costanti. Stamattina l’euro-sterlina si sta muovendo in alto aggiornando a ripetizione nuovi record storici. L’euro-dollaro, dal canto suo si posiziona oggi a 1,4250. La media-mobile a 200-giorni si aggira a 1,4651, con la media-mobile a 100-giorni in area 1,3658. Il dollaro strutturalmente appare molto più instabile rispetto al passato, dopo il diffuso credit-crunch che ha interessato il sistema finanziario americano. La valuta a stelle e strisce si avvia a chiudere il 2008 con una perdita di immagine piuttosto significativa. Il recupero di appeal del biglietto verde nel corso del 2009 dipenderà dalla capacità politica
del nuovo presidente, Barack Obama, di risollevare le sorti degli Stati Uniti. I Twin-deficits americani si collocano in una situazione difficile ed i tassi bassi rendono meno attrattiva la valuta americana. Tuttavia molte problematiche connesse al dollaro potrebbero essere associate anche all’euro. Per ora il trend, dopo la violazione della media-mobile a 200-settimane a 1,3373, appare neutrale, in attesa dell’inizio del 2009.
Infine per quanto riguarda il mercato delle commodities, dopo un brillante primo semestre, è caduto anch’esso alla stessa stregua delle altre assetclass finanziarie nel corso della seconda parte dell’anno, avviandosi a chiudere il 2008 in modo nel complesso negativo.
Soltanto l’oro e qualche altro materiale di base sono riusciti ad uscire indenni da un vortice di vendite che ha spedito il prezzo del crude-oil da un top di quasi 150$ al barile all’attuale quota di 39,70$ al barile al Nymex. L’oro si attesta questa mattina a 880$ l’oncia, per una performance annua di +6,0% circa. Al contrario l’oro nero, il petrolio, segna -56% da inizio 2008. La curva dei futures petroliferi evidenzia una situazione di contango, con il prezzo spot a ridosso appunto dei 40$ al barile, e con il contratto a 12-mesi a 52$ al barile. Il credit-crunch ha fatto sgonfiare la speculazione, la principale artefice dello spike petrolifero che ha paralizzato in buona parte l’economia mondiale, creando appunto una situazione di contango sul mercato del petrolio.

                             I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA
Anche questa settimana l’agenda macroeconomica dell’eurozona non risulta ricca di appuntamenti ad eccezione di Venerdi 2 Gennaio 2009 quando  verrà pubblicato l’indice PMI manifatturiero relativo al mese di Dicembre 2008. Per il mercato Usa dobbiamo segnalare più di un appuntamento degno di nota a partire da Martedì 30 quando verrà reso pubblico il dato Case/Shiller indice dei prezzi delle case Ottobre a/a (se scende meno di previsioni sarà un bene per il mercato azionario) e l’indice di fiducia dei consumatori.  Infine venerdi 2 Gennaio segnaliamo  l’indice ISM manifatturiero relativo al mese di Dicembre. Per concludere il mercato giapponese nessun dato da segnalare.

Augurandovi uno spumeggiante e ricco 2009 vi ricordo che Mercoledì 31 Dicembre la Borsa Italiana resterà chiusa mentre aperto sarà il mercato USA mentre Giovedì 1 Gennaio tutti i mercati resteranno chiusi per festività.

 Per suggerimenti e chiarimenti scrivete a vincenzo.polimeno@professionefinanza.com

29/12/2008 | Categorie: Investimenti Firma: Vincenzo Polimeno