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L’alpha del consulente tra mercati e investimenti

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Approfondimento sul valore aggiunto della consulenza con De Vito (4timing) il 26 settembre al PFEXPO di Roma

 

Qual è il valore aggiunto del consulente? “In un contesto economico e finanziario assolutamente inedito e quanto mai instabile, caratterizzato dal reddito fisso in forte difficoltà a causa dei bassi tassi d’interesse nonché da mercati azionari che, dopo una lunga fase a volatilità contenuta e risultati interessanti, si proiettano verso un sostanziale aumento dell’incertezza dovuto a fattori economici e geo-politici rilevanti, la spasmodica ricerca di rendimenti da parte degli investitori aumenta di pari passo con i rischi finanziari cui questi vanno ad esporsi.

Ai fini di una corretta gestione dei portafogli d’investimento, diventa quindi più che mai fondamentale affinare le armi in proprio possesso, applicando una oculata pianificazione finanziaria e utilizzando strategie di investimento innovative che risultino essere vicine alla mentalità del cliente (behavioral finance compliant), gestendo attivamente il rischio di portafoglio e affrancandolo dagli errori comportamentali più comuni che minano pesantemente il conseguimento dei risultati pianificati e tendono ad amplificare il gap tra il risultato per il gestore (TWRR) e il risultato per il cliente (MWRR).

A complicare ulteriormente il quadro per l’attività del consulente finanziario, arriva inoltre il recepimento della normativa MiFID II che, in un’ottica di maggior tutela dei clienti, porta con sé una vera e propria rivoluzione caratterizzata da maggior trasparenza su costi e strumenti, insieme a maggiori vincoli operativi che caratterizzeranno l‘offerta da parte degli intermediari.

Infatti, nella maggioranza dei casi è prevista una “scelta” verso un’attività di consulenza su base non indipendente, che comporterà per gli addetti ai lavori una minore discrezionalità nella selezione degli strumenti e il permanere di un atavico conflitto d’interessi tra intermediario, consulente e cliente. Tutto ciò, unito all’esplicitazione dei costi reali pagati dal cliente sui propri investimenti (sia in termini percentuali che di controvalore sulle masse in gestione) e a una discreta opacità sull’operato del gestore cui ci si affida, porterà inevitabilmente a mettere a dura prova il rapporto professionale instaurato dai consulenti finanziari con i propri clienti.

Alla luce di tutti questi fattori, l’unico elemento in grado di fare la differenza e apportare un reale valore aggiunto ai risparmiatori è proprio il consulente finanziario, che dovrà essere in grado di porsi come guida autorevole e indipendente nella gestione dei patrimoni dei propri clienti, pianificando correttamente gli investimenti, selezionando i contenitori più adatti, utilizzando modelli gestionali efficaci, con costi sostenibili, che possano calmierare gli errori comportamentali cui sono soggetti gli investitori”.

A parlare è Eugenio De Vito, ceo & partner 4timing, che anticipa a MyAdvice-ProfessioneFinanza parte del suo intervento che illustrerà il 26 settembre al PFEXPO di Roma, durante il corso di formazione “L’alpha del consulente fra i mercati, normativa e nuove strategie di investimento” (clicca qui per iscriverti all’evento).

Il corso, che si terrà dalle 10 alle 11.30 presso la sala portafoglio del Centro Congressi Roma Eventi, cercherà di fornire ai partecipanti degli spunti adatti alla creazione di un dialogo virtuoso tra le esigenze di pianificazione finanziaria e le tendenze in essere dei mercati, cercando quindi di valorizzare al massimo il ruolo del consulente finanziario come fonte di generazione di alpha per il patrimonio dei clienti.

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24/08/2017 | Categorie: Mondo consulenti Firma: Redazione