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La finanza negli ultimi dieci anni

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Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da notevoli cambiamenti, politici, storici, finanziari ed economici. Gli scenari finanziari internazionali hanno avuto una così rapida e repentina trasformazione evolutiva ed allo stesso tempo involutiva, tali da rendere difficili ogni possibile interpretazione e decisione sia per gli addetti al lavoro sia per i risparmiatori.
L’investitore Italiano in un così breve lasso di tempo ha visto e vissuto in prima persona fenomeni economici e finanziari di portata epocale, tali da spaventarlo e disorientarlo nelle scelte riguardanti le proprie finanze.
Basti pensare all’introduzione della moneta unica europea, alla discesa e all’aumento dei tassi di interessi, alla più grande bolla finanziaria di tutti i tempi, al crack e agli scandali Parmalat e Cirio.
Eventi, non sempre correlati tra loro, ma capaci di far cadere una dopo l’altra le poche certezze accumulate nel corso del tempo.
Nella loro gravità questi avvenimenti finanziari hanno confermato una volta di più la necessità di un’adeguata pianificazione finanziaria dei propri risparmi e di una diversificazione del proprio portafoglio.
Bisogna fare tesoro di tutto ciò che è successo in questi anni, per affrontare al meglio quelli futuri.
Gli avvenimenti degli ultimi anni impongono all’investitore una maggiore razionalità dei suoi comportamenti e di attenzione verso gli strumenti finanziari, mentre dalla parte delle istituzioni finanziarie di nuova etica e morale professionale, non più legata al raggiungimento dei budget aziendali ma più vicina ai bisogni della propria clientela.
A livello macro, si vive di più, un uomo di 60 anni oggi ha un’aspettativa di vita fino a 83 anni, mentre una donna fino a 88, ma di contro si deve fare poco affidamento sulla pensione pubblica.
Questo contesto, di maggior aspettativa di vita e di una oggettiva riduzione delle prestazioni assistenziali dello Stato italiano, ha aumentato la consapevolezza da parte delle persone di dover affidarsi anche a forme di pensioni integrative.
I mercati finanziari, negli ultimi dieci anni, a causa della globalizzazione e della speculazione sono stati caratterizzati da una maggiore volatilità rispetto al passato, rendendo in questo modo impervia e insicura ogni decisione finanziaria.Di contro i rendimenti dei Titoli di Stato si sono sensibilmente ridotti, annullando così un sicuro punto di riferimento per i risparmiatori Italiani, i quali senza una adeguata cultura finanziaria hanno introdotto dapprima nei loro portafogli, generalmente, come si sa molto prudenti, assets rischiosi come i titoli azionari o altri nuovi prodotti di ingegneria finanziaria e dopo la bolla della new-economy, sempre gli stessi risparmiatori hanno riposizionato la loro preferenza verso strumenti di breve termine.
L’effetto di tutto ciò è la perenne delusione da parte degli investitori.
In questi anni, inoltre, si è assistito anche ad una sorta di processo di democratizzazione dell’informazione finanziaria, ossia l’estensione della possibilità di accesso all’informazione finanziaria grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici e informativi sempre più all’avanguardia. Lo sviluppo del Word Wide Web ha determinato un significativo aumento del canale di distribuzione di servizi e prodotti finanziari. Tutto ciò ha abbassato notevolmente i costi di intermediazione e di fornitura dei servizi finanziari. Di contro i risparmiatori si sono trovati davanti a una gamma infinita di alternative di investimento, sempre più difficili da valutare, data la loro numerosità e livello di complessità.
Una rivoluzione copernicana ai giorni d’oggi che va intaccare fortemente dal punto di vista operativo le modalità di investimento e di trasmissione di cultura finanziaria tramite nuovi canali.
Il cosiddetto “ciberspazio finanziario”, fino ad alcuni anni fa veniva impiegato da pochi e grandi investitori istituzionali, mentre attualmente è usato sempre più dagli investitori privati, desiderosi di accedere alle informazioni economiche e finanziarie, per orientarsi nella gestione del proprio denaro.
Le tendenze evolutive in atto e quelle future stanno favorendo un lento ma continuo apprendimento in materia di pianificazione finanziaria che potrebbero portare l’investitore al pieno controllo della propria finanza.
Se è vero che “il sapere è potere”, ciò riveste maggior valore nel settore finanziario. La democratizzazione delle informazioni e delle conoscenze in materia finanziaria permette all’investitore di salvaguardare il proprio patrimonio, e ad un livello macro di migliorare la capacità di risparmio complessiva della nazione.
In questo capitolo, si vedrà, come nonostante i notevoli cambiamenti in atto, il risparmiatore possa pianificare adeguatamente i suoi bisogni vitali e allocare al meglio la sua ricchezza, senza farsi influenzare da dinamiche esterne ai sistemi economici e finanziari
Ogni considerazione su tematiche riguardanti la finanza del nuovo millennio deve essere inserita in un contesto strategico. Viceversa molto spesso ci si perde nei dettagli, credendo che in essi si trovino le soluzioni.
Per discutere di finanza e di investimenti bisogna sempre alzare gli occhi e vedere in che contesto si è inseriti, ed essere capaci di guardare vicino, ma contemporaneamente anche lontano, non bisogna dimenticare mai la storia, ed avere obiettivi ed regole chiare di dove si sta andando.

23/01/2008 | Categorie: Finanza personale Firma: Redazione