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Italia, FANALINO di coda dell’Eurozona

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È ancora l’incertezza politica il fattore negativo che potrebbe gravare sulla crescita economica dell’Italia. La conferma arriva da Confindustria nella sua "Congiuntura flash" che si attende che il Pil italiano aumenti a ritmo lento anche nel primo trimestre 2017, dopo il +0,2% del quarto 2016 e il +0,3% nel terzo.  

 
Secondo Viale dell’Astronomia, il ritmo italiano "rimane ben inferiore a quello dell’Eurozona (vicino al 2%, ndr), frenato dall’incertezza, specie politica".  
Industria ed export trainano il Pil, la domanda interna risente dell’instabilità politica, quando ogni sforzo andrebbe dedicato al rilancio dell’economia e al sostegno dei posti di lavoro; il credito rimane erogato con il contagocce. I sentieri divaricanti dei tassi Fed e Bce (che non intende cambiare rotta) spingono il dollaro. Mentre quelli sui titoli sovrani iniziano a riflettere tensioni economiche e non. 
 
E questo all’interno di uno scenario mondiale che resta molto favorevole, dove si è fatta ancor più elevata la dinamica dell’attività produttiva e degli scambi internazionali. “Sono pure più alti i rischi legati alla forte incertezza politica, alimentata tra l’altro dalle scadenze elettorali dei prossimi dodici mesi”, ricorda però Confindustria, aggiungendo che dal loro esito può concretizzarsi una combinazione che configuri per la moneta unica europea una decisa svolta, in un senso o nell’altro; campagne in corso e risultati si influenzano reciprocamente. “Gli Stati Uniti marciano a passo più spedito trainati dalla domanda interna; gli ordini e la fiducia, entrambi su livelli molto elevati, promettono che l’alto ritmo si manterrà nei prossimi mesi. Quando le misure espansive promesse dall’amministrazione Trump divenissero effettive, è possibile un surriscaldamento, data la bassa disoccupazione; si tratta, tuttavia, di un’eventualità ancora remota”, prosegue viale dell’Astronomia. 
 
La Cina prosegue nella direzione di un atterraggio pilotato su una velocità più sostenibile, la Russia è tornata su un sentiero di vivace ripresa, l’India sta riassorbendo i contraccolpi della riduzione dell’uso del contante di grosso taglio e il Brasile rimane in una dura recessione. Nel complesso, i Paesi emergenti stanno dando un contributo all’incremento del Pil globale più sostenuto di pochi mesi fa, in alcuni casi grazie al rialzo dei prezzi delle materie prime (anche non-oil); i mercati finanziari (anzitutto azionari) scommettono sul proseguimento di questi loro progressi, inattesi fino all’inizio del 2017.
 

  

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23/02/2017 | Categorie: Economia e Dintorni Firma: Redazione