
AI e produttività: la grande occasione per le PMI italiane
Per le PMI l'AI può diventare uno strumento di crescita, ma solo se accompagnata da competenze, investimenti e una strategia chiara.
L'Italia è una delle principali potenze manifatturiere al mondo. Allo stesso tempo, però, continua a scontare un ritardo significativo sul fronte della digitalizzazione e della crescita della produttività. È un paradosso che affonda le proprie radici nella struttura stessa del nostro sistema economico, composto prevalentemente da piccole e medie imprese, spesso eccellenti nella produzione ma con maggiori difficoltà nell'adottare rapidamente le innovazioni tecnologiche.
L'arrivo dell'intelligenza artificiale riapre questa partita. Per la prima volta dopo molti anni, le PMI italiane potrebbero avere a disposizione una tecnologia capace di aumentare efficienza, competitività e produttività senza richiedere necessariamente le dimensioni delle grandi multinazionali. La condizione, però, è una sola: saper governare questa trasformazione.
L'intelligenza artificiale è una tecnologia da guidare, non da subire
Secondo Giuseppe Capuano, economista e profondo conoscitore del sistema produttivo italiano, l'intelligenza artificiale rappresenta una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni, ma il suo impatto dipenderà da come verrà introdotta nelle imprese.
Capuano la definisce la "nuova mano invisibile del XXI secolo". Non più quella descritta da Adam Smith, basata esclusivamente sull'incontro tra domanda e offerta, ma una tecnologia destinata a entrare progressivamente nei processi decisionali, produttivi e organizzativi delle aziende.
Per questo motivo il tema centrale non è tanto l'intelligenza artificiale in sé, quanto la capacità di comprenderla, governarla e integrarla nei modelli di business. Come ogni grande innovazione, infatti, può diventare un'opportunità oppure trasformarsi in un ulteriore fattore di svantaggio competitivo.
Le piccole imprese possono ottenere il maggiore beneficio
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, proprio le piccole e medie imprese potrebbero essere tra i principali beneficiari dell'intelligenza artificiale.
Molte attività oggi richiedono tempo, competenze specialistiche e personale dedicato. L'AI può supportare le aziende nell'analisi dei dati, nell'automazione dei processi, nella gestione documentale, nella pianificazione produttiva e in numerose attività a basso valore aggiunto, consentendo alle persone di concentrarsi su compiti più strategici.
Perché questo accada sarà fondamentale il ruolo del capitale umano e del cosiddetto terziario avanzato, chiamato ad accompagnare le imprese nella trasformazione digitale e a favorire il dialogo tra la tradizionale economia manifatturiera e le nuove tecnologie.
L'innovazione, quindi, non sostituirà le competenze. Al contrario, renderà ancora più importante la capacità delle persone di utilizzare gli strumenti digitali in modo efficace.
Più produttività significa anche salari più alti
Uno dei temi più rilevanti affrontati da Capuano riguarda il rapporto tra produttività e crescita economica.
L'Italia convive da molti anni con una produttività sostanzialmente stagnante e, di conseguenza, con salari reali che crescono molto lentamente. È una delle principali ragioni della debolezza della domanda interna e della modesta crescita del PIL.
Se l'intelligenza artificiale riuscirà ad aumentare la produttività delle imprese, soprattutto delle PMI, potrà contribuire anche a migliorare la competitività del sistema economico e creare le condizioni per una crescita più sostenuta delle retribuzioni.
Un circolo virtuoso che avrebbe effetti positivi non soltanto sulle imprese, ma sull'intera economia nazionale.
L'export non basta più: serve rafforzare il mercato interno
Negli ultimi decenni la crescita italiana è stata sostenuta in larga misura dalle esportazioni. Oggi, però, il contesto internazionale è profondamente cambiato.
Le tensioni geopolitiche, il ritorno di politiche protezionistiche e la crescente frammentazione dei mercati rendono sempre più difficile immaginare uno sviluppo basato esclusivamente sull'export.
Secondo Capuano, il futuro dell'economia italiana passerà necessariamente anche dal rafforzamento della domanda interna. Per raggiungere questo obiettivo sarà indispensabile aumentare la produttività delle imprese e, attraverso di essa, favorire una crescita dei salari e del potere d'acquisto delle famiglie.
L'intelligenza artificiale può rappresentare uno degli strumenti più efficaci per raggiungere questo traguardo. Ma, come ogni innovazione, non produrrà benefici automaticamente.
Serviranno investimenti, competenze, formazione e una visione strategica capace di accompagnare le imprese in una trasformazione che non riguarda soltanto la tecnologia, ma il futuro stesso della competitività italiana.
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