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Imprese, le SFIDE dell’attraction e della retention

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Per le aziende della Regione EMEA risulta ancora critico fare attraction e retention dei propri dipendenti. E’ quanto emerge dalle indagini Willis Towers Watson, società di consulenza e brokeraggio leader a livello globale, che evidenziano come assunzioni e turnover del personale non siano in riduzione. Inoltre più di un quinto (22%) dei dipendenti dell’area afferma che probabilmente lascerebbe la propria azienda nel giro di 2 anni, evidenziando quanto sia ancor più delicata la capacità dell’azienda di trattenere i talenti.

 
L’indagine “Global Talent Management and Rewards Survey” condotta da Willis Towers Watson su un campione di oltre 2000 aziende nel mondo, di cui circa 430 in EMEA, mostra come il mercato del lavoro sia dinamico: quasi la metà (48%) e un terzo (33%) delle aziende dichiara che rispettivamente le assunzioni e il turnover siano aumentati negli ultimi 12 mesi, mentre il 18% e il 19% ne segnala rispettivamente una riduzione. 
 
Numerose sono, quindi, le sfide collegate all’attraction e alla retention: in EMEA, ad esempio, il 60% delle aziende ha difficoltà nell’attrarre dipendenti con competenze critiche, il 62% i top performer e il 63% i dipendenti con alto potenziale. Elevata è anche la percentuale di difficoltà di retention: rispettivamente pari al 53% per i top performer, al 56% per i dipendenti con alto potenziale e al 41% per quelli con competenze critiche
 
“Considerando l’attuale instabilità dell’ambiente lavorativo e l’influenza della tecnologia su ruoli e mercato del lavoro, per le aziende la necessità di attrarre e trattenere i migliori dipendenti non è mai stata così forte – spiega Edoardo Cesarini, managing director Willis Towers Watson Italia – Le nostre indagini evidenziano che i dipendenti ambiscono a lavorare in organizzazioni che offrano una retribuzione equa, sicurezza del posto di lavoro e opportunità di avanzamento di carriera. Sebbene le aziende generalmente comprendano queste priorità, tuttavia rimangono delle differenze di opinione in alcune aree chiave”. 
 
L’indagine “Global Workforce Study” di Willis Towers Watson (condotta su 31.000 dipendenti in tutto il mondo di cui circa 11.000 nella Regione EMEA) rivela un buon allineamento tra aziende e dipendenti sui driver di attraction e importanti differenze su quelli di retention come ad esempio la sicurezza del posto di lavoro al terzo posto per i dipendenti e al quindicesimo per le aziende.  
 
L’avanzamento di carriera è la chiave per attrarre e trattenere i dipendenti
 
Il Global Workforce Study evidenzia come l’opportunità di avanzamento di carriera sia uno dei fattori chiave per l’attraction e retention dei dipendenti. Circa un terzo dei dipendenti (35%) cita questo driver come ragione principale per scegliere un’azienda o come fattore chiave di retention (36%). Solo quattro dipendenti su dieci (38%) indicano che la propria azienda offre adeguate opportunità di avanzamento di carriera, mentre il 44% afferma che per ottenere una progressione di carriera dovrebbe lasciare la propria azienda. La prospettiva delle organizzazioni è molto diversa: il 69% ritiene di essere efficace nell’offrire opportunità tradizionali di avanzamento di carriera, mentre il 46% afferma che, rispetto all’ anno precedente, tali opportunità stiano migliorando.
 
Edoardo Cesarini: “Le aziende hanno una visione più ottimistica delle opportunità di avanzamento di carriera rispetto al percepito dei dipendenti. In molti casi, la prospettiva positiva delle aziende su questa tematica deriva più da fattori economici favorevoli piuttosto che da efficaci prassi manageriali. Vista l’alta percentuale di dipendenti che affermano che per avere una progressione di carriera dovrebbero lasciare l’attuale posto di lavoro, c’è un chiaro disallineamento tra i due punti di vista”.
 
Lo studio evidenzia come, nell’area EMEA, vi sia spazio per un incremento dell’engagement: solo un terzo dei dipendenti, infatti, si caratterizza per un alto livello di motivazione. L’indagine, inoltre, identifica la senior leadership come il top driver per l’engagement sostenibile (ad esempio, l’intensità dell’attaccamento del dipendente alla propria azienda). Meno della metà dei dipendenti (42%), però, ha fiducia nei propri senior leader.
 
“Per fare attraction e retention dei talenti le aziende devono focalizzarsi sull’engagement dei dipendenti al fine di raggiungere risultati di business migliori", dichiara Cesarini, che poi conclude dicendo: "A tale scopo, la leadership, includendo supervisor, manager e senior executive, gioca un ruolo molto critico".

  

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09/11/2016 | Categorie: Imprese Firma: Redazione