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Futuro e vecchiaia, italiani tra i più previdenti d’Europa

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Guardando al futuro, gli italiani sono i più forti investitori e risparmiatori europei dopo gli svedesi

 

Gli italiani sono più previdenti sul proprio futuro e sulla vecchiaia rispetto agli altri europei. Anche se sono ancora lontani dagli americani, austriani e asiatici. A metterlo in luce è la nuova edizione della Global Investment Survey 2017 realizzata da Legg Mason, uno dei principali gestori globali diversificati.

Dall’indagine (che è arrivata alla quinta edizione ed è stata realizzata in 17 Paesi, raccogliendo i dati di 15.300 investitori) è emerso, infatti, che solo il 35% degli europei possiede investimenti, una percentuale tra le più basse a livello mondiale: inferiore di dieci punti a quella globale (45%) e quasi la metà dell’Asia (64%). Meglio fanno anche Stati Uniti (51%) e Australia (46%).

La situazione europea

 

Il 17% degli europei ammette poi di “non preoccuparsi del domani, ma solo dell’oggi”, sia nella gestione delle finanze che nella vita in generale, con picchi del 21% in Spagna e del 20% in Germania. “Dietro questo atteggiamento, un mix di pessimismo, materialismo e ignoranza. Il 32% di loro spiega di non potersi permettere di risparmiare o di investire, per cui ‘tanto vale non pensarci’, il 22% sceglie di spendere subito i soldi e divertirsi, piuttosto che metterli da parte, e il 14% confessa di non saper pianificare a lungo termine”, spiega Legg Mason.

Tra gli europei che non si preoccupano del futuro, sono pochi quelli che hanno quest’atteggiamento perché tanto possono fare affidamento sui figli e sul coniuge, o sull’aiuto dello Stato. Opzioni che considera rispettivamente solo il 5% e il 14%, mentre negli Stati Uniti – di solito ritenuti più individualisti – il numero di chi può permettersi di pensare solo al presente grazie al partner o al welfare è più elevato (19% e 23%).

Un altro 46% degli europei, invece, ha buone intenzioni: vorrebbe pianificare di più, senza per ora riuscirci. Nel loro caso, incentivi fiscali (23%), una promozione al lavoro o un aumento della busta paga (36%) potrebbero spingerli a risparmiare di più e investire. Una volta che si smette di lavorare, per tutti gli europei l’obiettivo è avere una buona pensione (60%), mantenere il proprio standard di vita (59%), viaggiare (55%) e aiutare la famiglia, per esempio pagando l’educazione scolastica dei nipoti (51%). Quest’ultimo dato varia molto di Paese in Paese: conta poco in Gran Bretagna (43%) e molto in Italia (60%).

La situazione italiana

 

A sorpresa, gli italiani sono i più previdenti tra gli europei, dopo gli svedesi: il 42% investe – una percentuale decisamente superiore alla media europea del 35% – e il 74% possiede del risparmi. Solo un italiano su cinque dice di pensare esclusivamente al presente e il 59% afferma di volersi impegnare di più per il proprio futuro.  Per questi ultimi la differenza la fanno, ancora una volta, le tasse: il 35% degli italiani sarebbe spinto a investire o risparmiare maggiormente se ci fossero degli incentivi fiscali.

 

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05/09/2017 | Categorie: Economia e Dintorni Firma: Stefania Pescarmona