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Euro, nuova fonte di incertezza sul quadro complessivo

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Euro sfiora quota 1,21 dollari, sui massimi dal gennaio 2015. Non aiuta la riunione della Bce

 

L’euro sfiora quota 1,21 dollari, sui massimi dal gennaio 2015, con il biglietto verde sotto pressione a causa delle crescenti tensioni tra Usa e Nord Corea e a causa del nervosismo per l’uragano Irma e il terremoto in Messico. La moneta unica risente anche della riunione della Bce di ieri, 7 settembre, dai toni accomodanti, che sul tapering ha rimandato a ottobre e che ha fatto riferimento proprio all’andamento raggiunto.  Il presidente Mario Draghi ha, infatti, sottolineato come la volatilità dell’euro rappresenti una “fonte di incertezza” sul quadro complessivo.

“Il tema della forza dell’euro, che, insieme ai dati di crescita migliori delle previsioni, è probabilmente la maggiore novità emersa nel periodo trascorso dall’ultima riunione ad oggi, entra prepotentemente nella visione dello scenario su cui si basano le decisioni della Bce – spiega la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo – La crescita ha accelerato più delle aspettative nel primo semestre del 2017 e continua a essere solida o ben distribuita tra i Paesi. Queste considerazioni si riflettono ampiamente nelle nuove previsioni, con la crescita del Pil attesa per l’anno in corso che passa al 2,2% dall’1,9,  mentre per il 2018 e il 2019 resta invariata (all’1,8% e all’1,7%). I rischi restano bilanciati anche se, tra i rischi al ribasso, oltre alle condizioni internazionali, viene citata anche la forza dell’euro. Anche le previsioni d’inflazione vengono limate principalmente a causa della forza della valuta unica”.

Quanto al tapering, Draghi ha sottolineato come il tema della riduzione del programma di acquisto titoli sia stato trattato, ma solo a uno stadio molto preliminare. “Le assi su cui si muoverà la Bce saranno la lunghezza del programma e l’ammontare di acquisti mensili, mentre non sono state discusse altre opzioni come le modifiche sul limite acquistabile per Paese (ora al 33%)”, dichiarano gli esperti, che poi proseguono ricordando che Draghi ha anche affermato che la struttura del tapering del Qe sarà probabilmente più chiara nel suo insieme e comunicabile ai mercati alla riunione di ottobre.

“Nel complesso i toni adottati dal presidente della Bce risultano più accomodanti di quanto atteso: la riduzione degli acquista sarà probabilmente annunciata a ottobre e prenderà il via all’inizio del prossimo anno ma sarà probabilmente altrettanto molto graduale anche a causa della forza dell’euro che, soprattutto se persistente, rappresenterà una fonte di incertezza sullo scenario di riferimento”, conclude   la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo.

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08/09/2017 | Categorie: EconoPolitik Firma: Redazione