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Consulenza, scatta l’ora della
trasparenza sulla sostenibilità

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Dal 10 marzo gli advisor dovranno esplicitare le sfumature green degli investimenti ai loro clienti

Il conto alla rovescia è quasi finito

Ci siamo. È appena iniziato il mese di marzo in cui, precisamente dal 10, scatterà l’obbligo di trasparenza sulla sostenibilità degli investimenti. Un altro punto a favore dei clienti, dopo i preziosi passi avanti sui costi chiaramente esplicitati dei servizi, e un’ulteriore spinta motivazionale per i consulenti ad accrescere le loro competenze per migliorare sui temi legati al green. Anche per questo è in rampa di lancio il nostro nuovo Master sulla Finanza Sostenibile (clicca qui per iscriverti subito), al quale sarebbe ovviamente utilissimo partecipare per ogni professionista del settore finanziario.

La spinta all’Esg di Bruxelles

In particolare, il prossimo 10 marzo entra in applicazione il Regolamento (UE) 2019/2088 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation), che stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza per i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari. Il nuovo Regolamento costituisce una tappa importante del Piano d’azione per la finanza sostenibile della Commissione europea nel quale vengono delineate la strategia e le misure da adottare al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale, orientando gli investimenti verso un’economia sostenibile e contribuendo così all’attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Le indicazioni date dalla Consob

La Consob, nel richiamo di attenzione n. 1/20 pubblicato il 12 marzo 2020, sottolineava la necessità che i soggetti abilitati ai servizi di investimento (tra i quali sono incluse anche le società di consulenza finanziaria ed i consulenti finanziari autonomi) prendessero in considerazione le indicazioni contenute nella normativa vigente al fine di: fornire agli investitori informazioni corrette, chiare e non fuorvianti in merito all’integrazione dei rischi di sostenibilità nella prestazione dei servizi di investimento; fornire agli investitori una descrizione della natura e dei rischio degli strumenti finanziari, inclusi i fattori di sostenibilità; valutare gli elementi non finanziari al momento della raccolta delle informazioni sugli obiettivi di investimento del cliente, acquisendo notizie anche in merito alle preferenze del cliente sui fattori ambientali, sociali e di governance; nell’ambito degli obblighi di product governance, considerare le specifiche preferenze della clientela in materia di sostenibilità.

Il futuro della consulenza è green

Dunque, il regolamento SFDR stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza per i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari per quanto riguarda l’integrazione dei rischi di sostenibilità e la considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità nei loro processi e nella comunicazione delle informazioni connesse alla sostenibilità relative ai servizi di investimento. L’art. 3 del Regolamento prevede che i soggetti che svolgono l’attività di consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni forniscano informazioni circa le rispettive politiche sull’integrazione dei rischi di sostenibilità nella loro attività di consulenza. Ed è proprio per fare tutto questo che i consulenti dovrebbero valutare seriamente di iscriversi al nostro Master sul tema (clicca qui per registrarti) realizzato in collaborazione con Altroconsumo.

01/03/2021 | Categorie: Economia e Dintorni , Mondo consulenti Firma: Luca Losito