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Chi decide le sorti finanziarie del mondo? Il club dei Nove.

Non si tratta del celebre film del 1967 che ha fatto la storia del cinema ma qualcosa di molto diverso. Non è un film ma è la realtà.

PADRONI E INFLUENZA NEL MONDO. Sono sempre loro: I Padroni dell´Universo. Uguali nomi, medesimi vizi. Una storia che sembra condannata a ripetersi in eterno; e che ha per finale sempre la stessa parola: impunità.
Una volta al mese, tutti i mesi a Wall Street nove membri dell’élite finanziaria americana si riuniscono a cena per stabilire le strategie da mettere in pratica. Lo chiamano il “ il club dei Nove” o se preferite il “club dei derivati”.
Una sorta di “cupola” formata dai più grandi banchieri mondiali, che esercita un potere elitario di controllo sul mercato dei derivati. Una rivelazione che prende corpo nelle pagine del New York Times. I dettagli delle loro riunioni sono naturalmente coperti dal segreto.  Volete i nomi? Eccoli: Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank, Barclays, Ubs, Credit Suisse.  Certo non c’è niente di segreto perché loro ufficialmente, i nove banchieri di questo potentissimo collegio d´affari hanno la funzione di «salvaguardare la stabilità e l´integrità» di un mercato che muove ogni giorno migliaia di miliardi di dollari. “La denuncia” si legge nel New York Times “proviene dal massimo organo di vigilanza il “Commodity Futures Trading Commission” e “Il costo di quelle pratiche” che manovrano il mercato “lo paga tutta l´economia, lo pagano tutti gli americani e naturalmente anche tutti gli europei, visto che Wall Street è il centro della finanza globale”. 

UTILIZZO DEI DRIVATI. I contratti stipulati nel mercato dei derivati hanno infatti innumerevoli usi  e sono  vicini a noi più di quanto possiamo immaginare: qualche esempio? i fondi pensione li utilizzano per diminuire il rischio di perdite sui loro investimenti nel caso che le tendenze di mercato abbiano improvvisi rovesci (per esempio un futuro rialzo dei rendimenti sui buoni del Tesoro che deprime il valore di quelli in portafoglio). Le compagnie aeree e navali comprano derivati per coprire un rincaro del petrolio. L´industria agroalimentare si protegge da aumenti del costo dei raccolti. Perfino il consumatore, l´automobilista, è vittima di manovre speculative che attraverso i derivati accentuano il boom delle materie prime. Nessuno dei protagonisti dell’economia reale è veramente a conoscenza delle manipolazioni su questi strumenti.
Nella grande crisi del 2008 i Padroni dell´Universo hanno ricoperto un ruolo ancora maggiore. Uno dei momenti più drammatici di quella crisi fu il crac dell´American International Group (Aig), la compagnia assicurativa affondata dalle perdite su un particolare tipo di titoli derivati, i credit default swaps. In quel frangente il Tesoro e le autorità di vigilanza si accorsero che nessuno riusciva a capire veramente  che le interconnessioni sul mercato dei derivati avrebbero creato il cosiddetto “effetto-domino”: una bancarotta di Aig avrebbe travolto decine di altre istituzioni e forse l´intero sistema bancario. Perciò fu il Tesoro a spingere per la creazione di una "clearing house" o camera di compensazione, affinché le grandi banche si facessero carico di garantire la stabilità del mercato dei derivati.

L’INCHIESTA. Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un´inchiesta. Ma trovare le prove per incastrarli è quasi impossibile. Sono tutte invenzioni? Non lo so. Fatto sta che nove mesi la notizia di un´altra inchiesta dello stesso Dipartimento di Giustizia aveva fatto grande scalpore: ricordate quella che accusava i più importanti hedge fund (Soros, Paulson, Greenlight, Sac Capital) di aver concordato un attacco simultaneo all´euro, in una cena segreta l´8 febbraio a Wall Street. E guarda il caso… il giorno dopo, 9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i contratti futures che scommettevano su un tracollo dell´euro erano schizzati oltre 54.000, un record storico. Goldman Sachs e Barclays furono coinvolte nelle cronache su quelle grandi manovre. Ma da allora l´inchiesta sulla congiura ai danni dell´euro non ha avuto sviluppi di rilievo. Estrarre prove dal club dei Padroni dell´Universo è complicato, almeno se si seguono i metodi "normali". E chi li tocca!

OBAMA E LE REGOLE. La riforma fortemente voluta dal Presidente  Americano Obama sulle regole della finanza, che avrebbe dovuto aumentare i poteri delle autorità di vigilanza e rafforzare la trasparenza, è oggi sotto tiro da parte della nuova maggioranza repubblicana al Congresso,uscita vittoriosa alle elezioni di novembre e che beneficia di generosi finanziamenti di Wall Street. Una cosa è certa: i Padroni dell´Universo usano il loro potere oligopolistico per spremere dal resto dell´economia dei profitti esorbitanti. Volete un esempio? Su un solo contratto derivato di credit default swap – che protegge l´acquirente dall´eventualità di fallimento di uno Stato sovrano come la Grecia, o di una società quotata – il banchiere intermediario incassa una commissione di 25.000 dollari. Contratti simili se ne fanno migliaia ogni giorno, rimpinguando i profitti delle varie Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley.
ll rischio ancora più grande è che durante le cene del "club dei nove", grazie allo scambio di informazioni, si possano sviluppare operazioni di cartello,manovre architettate, una alterazione dei mercati. Quelli che dovrebbero "stabilizzare" i derivati, sono i primi  a destabilizzarli per poi approfittarne.
Sapete, c’è una grande attesa per le rivelazioni annunciate da WikiLeaks sulla Bank of America: chissà che dove la magistratura non arriva ci riesca magari Julian Assange

20/12/2010 | Categorie: Economia e Dintorni Firma: Redazione