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BCE, inizio del tapering a ottobre

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I governatori riuniti in seno alla Bce giovedì prossimo potrebbero decidere di proseguire in quello che può essere considerato un inizio di politica restrittiva ma utilizzando modi e toni estremamente soft.

Ecco perchè riteniamo che essi cercheranno di alleggerire il più possibile il colpo in modo da non irritare i mercati più del necessario. In pratica, quello che ci aspettiamo da Mario Draghi è un discorso aggressivo nella sostanza ma non nei toni: secondo noi, il presidente della Bce si appresta a comunicare una riduzione del Qe a partire dal prossimo 26 ottobre, mentre per vedere la conclusione vera e propria dell’esperienza del Quantitative easing occorrerà probabilmente attendere fino a metà 2018 (in base alla reazione che manifesteranno i mercati e ai dati macroeconomici che saranno pubblicati), pertanto ci attendiamo un primo rialzo dei tassi in Europa entro la fine del prossimo anno.

Non è un mistero infatti che le principali banche centrali del mondo si stiano muovendo verso una fase di normalizzazione dei tassi di interesse, con ciò inviando messaggi che possono essere comparati a delle vere e proprie onde d’urto sui mercati contribuendo a generare rialzi anche di 25 punti base sulle curve dei rendimenti. Il presidente della Bce di recente, probabilmente più ispirato dalla crescita solida dell’Eurozona che dalle preoccupazioni per il mancato ritorno dell’inflazione, ha pertanto frantumato la sua fama di “colomba” attraverso commenti più aggressivi del solito che hanno spinto l’euro in un canale rialzista.


A cura di Peter Rosenstreich, head of market strategy di Swissquote  

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15/07/2017 | Categorie: Portafoglio Firma: Redazione