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Arte e collezioni come nuove asset class: l’art advisory e l’investimento in passioni

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L’arte come asset class nella gestione patrimoniale e nelle richieste dei clienti private

Lo sguardo sull’arte del private banking e wealth management

Private banking e wealth management sono sempre più interessati ad estendere il servizio di consulenza abbracciando anche il mondo dell’arte: valutazione delle opere, art advisory e gestione delle collezioni costituiscono la nuova offerta di servizi in una nuova prospettiva.

Per molto tempo gli operatori non hanno considerato il mercato dell’arte a causa della sua poca trasparenza, alla regolamentazione frammentaria e alle scarse informazioni disponibili. L’offerta di una consulenza sempre più personalizzata ed orientata alle esigenze del cliente, il miglioramento delle competenze e l’ aumento delle informazioni disponibili, ha fatto sì che anche i collezionisti abbiano potuto trovare risposta ai loro bisogni, anche se c’è ancora molta strada da fare.

Investire in passioni

In una recente puntata di Good Morning Finance con Alessia Zorloni, docente e co-direttore presso l’Università IULM del Master in Art Market Management, abbiamo avuto l’occasione di approfondire il fenomeno alla base della crescente tendenza all’investimento in arte.

L’investimento in arte così come lo possiamo intendere oggi, con i volumi d’affari e cifre di cui sentiamo spesso parlare anche durante i notiziari, è un fenomeno recente, degli ultimi vent’anni.

Alla base c’è la volontà da parte del collezionista di investire nelle proprie passioni, di introdurre nei propri investimenti oggetti e opere che lo raccontino, che possano parlare di lui e di ciò che gli piace, del suo gusto. Recentemente si è assistito ad esempio anche ad un aumento del collezionismo di bottiglie di vino, con vere e proprie aste, servizi specializzati ed un mercato globale con cifre di tutto rispetto.

Il personal investment è pronto a consolidarsi in questo anno caratterizzato dalla pandemia; le persone hanno risparmiato le risorse destinate al leisure, durante le fasi di chiusure e lockdown hanno avuto modo di approfondire interessi e passioni, perciò le risorse economiche potrebbero essere convogliate anche su questo tipo di acquisti, ormai non più considerati solo beni rifugio, bensì vere e proprie asset class.

Vini, orologi, borsette: anche le nicchie di interesse più disparate trovano un loro mercato fatto di prezzi, quotazioni e scambi dove l’acquisto non è più solo finalizzato al puro collezionismo, ma assume il valore di investimento.

L’art advisory

L’ art advisory è il servizio che supporta il cliente nell’ acquisizione, cessione, trasmissione e gestione delle opere d’arte; spesso si tratta di un servizio accessorio alla consulenza della gestione finanziaria e patrimoniale.

Il valore aggiunto dell’art advisory risiede nel rapporto privilegiato fra il consulente e il cliente, in quanto non si tratta più solo di puro investimento, ma di entrare anche a contatto con il gusto, le passioni e gli interessi. Questo tipo di servizio, per certi versi così personale, può certamente favorire e migliorare il rapporto di fiducia ed al contempo consolidare la relazione.

Ci si confronta con l’art advisor quando si è di fronte ad un cliente già sensibile al mondo dell’arte e al collezionismo che richiede servizi più specifici con l’obiettivo di valorizzare le opere di sua proprietà, ma non solo: i clienti possono essere gli eredi di una collezione della quale non ne conoscono il valore e ricercano un canale di compravendita, oppure semplicemente alla ricerca di diversificazione dei loro investimenti.

Investire in arte, il valore dell’opera

L’investimento in arte si differenzia dai tradizionali investimenti in quanto è connotato anche dal dividendo estetico: il collezionista cliente è sì interessato alle plusvalenze, ma nella scelta subentra anche la sensibilità e il gusto personale ed è inevitabile che l’operazione assuma un valore ben più intimo e privato.

Cosa determina il valore dell’opera d’arte? Alessia Zorloni a Good Morning Finance ha definito alcuni elementi che più incidono nella valutazione: l’autore, il suo percorso, la sua attività nel panorama contemporaneo se si tratta di un artista emergente, o il suo ruolo nella storia dell’arte nel caso di un artista del passato.

A dare valore all’opera l’appartenenza o meno ad una collezione importante, la sua autenticità certificata, la rarefazione dell’opera: è rara o facilmente reperibile? Ciò può dipendere sia dall’attività dell’artista, se vivente, ma può essere influenzato dall’assenza dell’opera alle aste per anni o decenni.

Ad influire sulla quotazione è anche la piacevolezza, che spesso è condizionata al gusto contemporaneo o alla rivalutazione di un particolare momento della storia dell’arte.

Strategia d’investimento, orizzonte temporale e prezzi

L’investimento in arte è parte della strategia di diversificazione del portafoglio di investimenti del cliente. All’interno degli investimenti in arte però, quali strategie adottare?

L’investimento in arte è tipicamente di medio-lungo periodo e l’orizzonte temporale all’interno del quale ci si muove per una riqualificazione è di 5-10 anni. Recentemente si è assistito anche al fenomeno dell’art flipping, una compravendita di opere a ritmi più sostenuti con finalità speculative: è inutile sottolineare che sia una pratica che a lungo andare rischia di alterare i prezzi del mercato e creare vere e proprie bolle, soprattutto nell’ambito degli artisti viventi emergenti.

L’investitore è più portato a creare una propria collezione, secondo i propri gusti e passioni, ma anche in questo ambito è consigliabile diversificare. Nella strategia di diversificazione meglio orientarsi su artisti con quotazioni stabili e senza particolari oscillazioni. Ulteriormente, incontrando maggiore volatilità, si può ampliare il proprio investimento includendo anche i giovani artisti.

Proprio perchè il mercato dell’arte è soggetto a frequenti cambi nelle quotazioni legate all’andamento delle aste, è necessario che l’investitore sia affiancato da un consulente che tenga monitorate costantemente le informazioni necessarie per poter stabilire se continuare con la stessa strategia, oppure, eventualmente, decidere quando è il momento di cambiare rotta.

Guarda la puntata di Good Morning Finance con la partecipazione di Alessia Zorloni. Hai trovato interessante l’articolo o vuoi approfondire l’argomento? Leggi qui.

24/05/2021 | Categorie: Economia e Dintorni , Investimenti Firma: Redazione