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Antiriciclaggio 4.0, novità per banche e intermediari finanziari

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La IV direttiva antiriciclaggio, in vigore dallo scorso luglio, ha introdotto delle novità per banche e intermediari finanziari.

In vigore dallo scorso luglio, la IV direttiva antiriciclaggio ha introdotto delle novità per banche e intermediari finanziari. La normativa prevede, infatti, un nuovo regime di obblighi di verifica della clientela e l‘introduzione di un innovativo registro sulla titolarità effettiva di imprese e trust, in modo da rendere più trasparenti le informazioni sui titolari effettivi di società ed enti.

In particolare le imprese – comprese per la prima volta banche e intermediari – devono ottenere e conservare informazioni adeguate e accurate sulla titolarità effettiva per non meno di cinque anni fornendole per iscritto ai soggetti obbligati (ad esempio i professionisti). Laddove, quindi, le banche e gli intermediari finanziari erano soggetti a una verifica semplificata relativamente alla titolarità effettiva, in un’ottica di maggiore trasparenza ad armonizzazione, gli istituti bancari e gli intermediari finanziari hanno ora gli stessi obblighi di altre imprese.

La stessa direttiva prevede la sospensione del diritto di voto e di annullabilità della delibera assembleare per motivazioni collegate all’impossibilità di accertare la titolarità effettiva.

“La nuova direttiva prevede l’introduzione di un registro sulla titolarità effettiva di imprese e trust che contribuirà a una maggiore trasparenza relativamente ai titolari effettivi delle società, sebbene rimarrà aperto il tema per i tutti i clienti non assoggettati al regime di pubblicità sul registro dei titolari effettivi, quali ad esempio le entità straniere”, ha commentato Mario Di Giulio, partner dello Studio legale Pavia e Ansaldo, che ieri ha organizzato un apposito convegno a Milano  dedicato al recepimento della IV direttiva antiriciclaggio e ai riflessi della stessa per banche e intermediari finanziari, anche in una prospettiva integrata con i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio previsti dal codice penale e annesse responsabilità ai sensi del d.lgs 231 del 2001.

Dal canto suo, Massimo Masini, partner GPM & SAIP Group, ha poi aggiunto: “Il convegno, riferito alla quarta importante modifica intervenuta nel corso degli anni a opera di altrettante direttive comunitarie, ha voluto rappresentare gli elementi di novità e di riordino che sono intervenuti a seguito della revisione, attraverso il Dlgs. 90/2017, del testo antiriciclaggio di cui al Dlgs. 231/07, adeguandolo alle più stringenti necessità di trasparenza e tracciabilità, richieste dalla IV direttiva, inerenti l’evoluta e complessa operatività svolta dalle banche, dagli intermediari finanziari, dagli altri operatori finanziari e non, dai professionisti e dalla pubblica amministrazione, nei rispettivi campi di competenza”.

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24/11/2017 | Categorie: Economia e Dintorni , Imprese , Mondo consulenti Firma: Redazione