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Agli italiani piace web

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Agli italiani piace web, è sicuramente il titolo più giusto che potevamo trovare…. Difatti è proprio di questi giorni l’analisi dell’Osservatorio Finanziario, ente che ha il compito di monitorare l’e-banking, secondo il quale oggi sono circa 10 milioni i conti on-line (11mila se si tiene conto dei conti correnti “ibridi”, cioè in parte on line e in parte legati ancora allo sportello) e il numero è inesorabilmente destinato a crescere. Certo è che bisogna però analizzare il tutto con maggiore accuratezza, visto che ci sono disquisizioni sul fatto se tali conti on-line siano tutti “attivi”. Inoltre lo stesso Osservatorio ha sottolineato come bisogna stare molto attenti alle facili violazioni della privacy, cui questi conti sono soggetti. Tutte queste situazioni hanno portato alla ribalta l’importanza del conto on-line e sopratutto hanno evidenziato un cambio di “strategia” dei clienti italiani.
Proprio per cercare di capire i reali motivi di tale “rivoluzione”, bisogna analizzare i dati che sono stati forniti dalla Accenture managment consulting, società leader nel settore di servizi e consulenza, che evidenzia come da qui al 2010 i conti on-line dovrebbero crescere ad un tasso del 28,6% annuo con un ritmo tre volte superiore a quello compreso tra il 2002 e il 2007.

Da questa analisi si può facilmente dedurre come nel nostro paese stia diventando un nuovo, ed ancora inesplorato, business quello dei conti correnti on-line. Le nostre banche lo hanno da tempo capito e stanno cercando di adattarsi. In origine sono stati i gruppi bancari Fineco (Gruppo Unicredit) e Banca Mediolanum ha capire l’importanza dell’innovazione. Difatti da sole detengono la metà dei conti correnti on-line: Fineco 780 mila e Banca Mediolanum 530 mila. Naturalmente le altre banche non stanno a guardare. Bipiemme ha lanciato un conto a basso costo e  totalmente on-line ( IWBANK), l’Ubi Banca ha creato un conto che permette al cliente di ampliare il suo raggio di azione a mutui e polizze. Ultimamente anche Mediobanca è pronta a scendere in campo con un modello on-line rivoluzionario, mentre Ing Direct, entro il prossimo autunno lancerà il conto dispositivo e vanta già 1 milione di clienti per ciò che riguarda il conto di deposito. Diverse le scelte di Bnl, che ha formulato una tipologia di conto on-line che, nonostante non perda totalmente la figura dello “sportello”, premia il cliente che opera tramite e-banking. Indipendentemente  dal modello di conto corrente on line l’obiettivo sembra essere chiaro e uguale per tutti: diminuire i costi di gestione fornendo al cliente un servizio più vantaggioso e ancora più comodo. Purtroppo però ci sono dei problemi in questo meccanismo quasi perfetto: i costi e la sicurezza.
Per quanto riguarda il costo in Italia un conto on-line costa, soltanto di canone medio, ben 30 euro contro la gratuità dell’Inghilterra e Olanda. Difatti di qui risulta che solo due conti su tre on-line sono realmente attivi. Bisogna sottolineare come però molte banche stiano cercando di rendere gratuiti per i propri clienti determinati servizi ( bonifici, libretti degli assegni e carte di credito).
Anche se rispetto ad altri paesi europei abbiamo dei costi più alti, ciò che realmente frena le persone ad aprire conti on-line è la sicurezza. Il phishing si può definire come la trasmissione di email volte a carpire, secondo diverse modalità, codici e password di carte di credito nonché di conti on-line. Secondo l’ABI questo fenomeno è in continuo aumento. Sembra difatti secondo una indagine interna, che ogni giorno in Italia vengano effettuati 2,5 “attacchi” che mirano a carpire e scovare i codici di tutti coloro che, costantemente, operano mediante l’internet banking. Ovviamente le banche hanno un loro sistema interno di controllo ed in più sono in stretta comunicazione tra loro per scambiarsi informazioni su operazioni sospette o su anomalie del sistema. Occorre sottolineare come però effettivamente il numero dei “derubati” mediante li phishing sia basso. Importante è che il fruitore dei servizi telematici contatti immediatamente la propria banca per ogni anomalia del sistema.

Nonostante quanto detto fin ora, non sembra che il conto on-line possa realmente subire una brusca frenata. Ormai viviamo in un’epoca dove internet è lo strumento più utilizzato, dove tramite internet si compie qualunque operazione, dalla prenotazione dei biglietti del cinema a quella dei viaggi, dalla ricarica telefonica alle ricerche scolastiche. Quindi il conto on-line appare come il giusto evolversi della società globale. Certo in Italia, come purtroppo ormai accade spesso, siamo ancora indietro rispetto sia ad alcuni Paesi europei( Francia e Gran Bretagna) sia agli Stati Uniti. Non c’è dubbio però che il nostro paese stia diminuendo rapidamente il gap che lo separa dagli altri paesi, grazie soprattutto ad una inversione di tendenza che cerca di premiare e sviluppare l’utilizzo del canale telematico. Secondo uno studio Accenture managment consulting, tra il 2007 e il 2010 il 20% dei prodotti finanziari in Italia verrà acquistato on-line. Questo sottolinea come, secondo alcuni, tale presa di coscienza potrà far si che anche nel nostro paese come in altri europei( Gran Bretagna) nasca nell’investitore una “coscienza finanziaria”, che gli permette di apprendere in modo facile e diretto l’investimento in prodotti finanziari senza effettuare il cosiddetto “investimento fai-da te”, ma conferendo al cliente una capacità di analizzare le tipologie di investimento in maniera analitica. Certo le premesse appaiono buone, speriamo che la crescita sia costante  e soprattutto coadiuvata da chi nel settore finanziario ha un’esperienza più completa.

 

16/05/2008 | Categorie: Il caso della settimana Firma: Daniele Tortolici