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Imprese, la FIDUCIA balza ai massimi dal 2014

I Ceo considerano ora la crescita generata dalla domanda come il principale fattore trainante degli utili delle rispettive imprese, mentre lo scorso anno il parametro di punta era la riduzione dei costi. I dettagli nell'indagine di Fidelity

14/03/2017 Stefania Pescarmona
La fiducia delle aziende è migliorata sensibilmente rispetto al 2016. Con la ricomparsa di forze cicliche, evidenti in tutte le regioni e in tutti i settori, i Ceo considerano ora la crescita generata dalla domanda come il principale fattore trainante degli utili delle rispettive imprese, mentre lo scorso anno il parametro di punta era la riduzione dei costi. Questa la fotografia scattata dall’Analyst Survey 2017 di Fidelity International, l'indagine annuale che raccoglie le opinioni di 146 analisti azionari e obbligazionari formulate nel corso di circa 17.000 incontri con il management delle società analizzate. 

La ricerca ha messo in luce come la fiducia dei management delle società più grandi a livello globale abbia toccato il livello massimo dal 2014, invertendo così la tendenza negativa dello scorso anno per attestarsi in territorio positivo nel 2017.  
Questa accelerazione ciclica globale ha spinto l'indicatore del sentiment di Fidelity in territorio positivo in tutte le regioni, a dimostrazione del fatto che le condizioni delle imprese si stanno rafforzando ovunque. Il miglioramento più significativo si è registrato in Europa Orientale, Medio Oriente, Africa e America Latina (EEMEA/AmLat), dove il punteggio è salito da 2,7 a 6,4. In Cina, l'indicatore è cresciuto fino ai livelli del 2014.
 
Di particolare interesse appare inoltre il cambiamento del sentiment nei settori della cosiddetta "old economy", che lo scorso anno aveva conseguito un risultato deludente, soprattutto nel settore dell'energia e in quello dei materiali. Quasi tutti gli analisti in questi settori avevano riferito un deterioramento dei principali indicatori aziendali nel 2016, mentre oggi appaiono ottimisti per il 2017. 
 
"Quando abbiamo scritto il nostro rapporto, lo scorso anno, eravamo ragionevolmente fiduciosi nel fatto che l'economia mondiale avrebbe evitato il rischio della recessione. I mercati erano turbolenti, i titoli energetici e finanziari continuavano a scendere e i timori per la Cina crescevano”,  ha commentato Martin Dropkin, direttore della ricerca obbligazionaria in Fidelity International, che poi ha aggiunto: “Dalla nostra ultima indagine, al contrario, i cambiamenti politici che sono intercorsi hanno impresso una nuova direzione a livello globale. Il crollo delle quotazioni petrolifere appartiene ormai al passato, i settori e le regioni sensibili al prezzo del greggio stanno quindi recuperando terreno in maniera rilevante rispetto ai minimi dello scorso anno. Questo rimbalzo, unito a segnali evidenti di crescita della domanda, seppur modesta, e persistente innovazione trasversale ai settori, sta incoraggiando un aumento degli investimenti e dell'attività, che si rispecchia anche in un rafforzamento dei dati macroeconomici. Di conseguenza, i fondamentali societari sembrano essere in una fase di miglioramento generalizzata, in tutte le regioni e in tutti i settori".
 
Ciò che forse sorprenderà è la posizione delle società attive nel settore dei beni di consumo discrezionali che hanno ottenuto il punteggio più basso nell'indicatore del sentiment per l'anno in corso, sebbene in genere siano tra le beneficiarie di una ripresa ciclica.
 
"Questo risultato rispecchia il fatto che i rischi per le aziende leader derivanti da profondi cambiamenti sul fronte dei consumi e dell’offerta sono significativi. La spesa continua dovunque a spostarsi dai punti vendita fisici al mercato online, alterando i modelli di business esistenti, accentuando la concorrenza e contraendo i margini di profitto", ha spiegato Michael Sayers, direttore della ricerca azionaria di Fidelity International.
 
L'informatica, invece, sembra essere il settore maggiormente favorito da questo trend e gli analisti di Fidelity prevedono che la spesa It resterà stabile o aumenterà in tutte le regioni e i settori. Oltre la metà degli analisti che coprono il settore dell'informatica segnalano un rafforzamento della fiducia dei management, da cui ci si aspettano ricadute positive nel corso dell'anno in termini di aumento della spesa in conto capitale, dei rendimenti di capitale e delle distribuzioni di dividendi.
 
"La posizione del comparto It è unica, in quanto esso rappresenta una forza che può sconvolgere gli altri settori, rimanendo relativamente stabile. Mentre alcuni mercati al consumo, come quello degli smartphone, sono relativamente maturi, l'informatica presenta ancora un margine considerevole di penetrazione in altri settori come l'industria e l'agricoltura", ha concluso Sayers. 
 
 
 
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