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MINI-BOND, nel 2016 emessi 3,57 miliardi

Complessivamente, il valore nominale totale ha superato gli 11,5 miliardi di euro. Lo si appreso nel report italiano sui mini-bond, presentato della School of Management del Politecnico di Milano

11/03/2017 Stefania Pescarmona
Il valore nominale totale dei mini-bond supera gli 11,5 miliardi di euro: 1,28 miliardi per le sole emissioni fatte da Pmi, 2,03 per le 245 sotto i 50 milioni. Il 2016 ha contribuito con 106 emissioni (89 sono sotto la taglia di 50 milioni), con controvalore totale di 3,57 miliardiA fornire una fotografia così dettagliata è il Report italiano sui mini-bond, presentato della School of Management del Politecnico di Milano, giunto quest'anno allterza edizione, che ha fatto il punto della maturità dei titoli mobiliari di debito alternativi al credito bancario.



Sono 222 le imprese che al 31 dicembre 2016 hanno collocato mini-bond in Italia, 95 delle quali Pmi non finanziarie. Inoltre, solo lo scorso anno, le emittenti sono state 88, 21 in più rispetto al 2015, con le Pmi che sono passate dal 43 al 53%. E sempre nel 2016, delle 88 emittenti, 74 si sono affacciate sul mercato per la prima volta. Delle emittenti del 2016, la maggior parte sono società per azioni (l’84%) e 25 sono già quotate sul mercato azionario. Il fatturato delle imprese emittenti è molto variabile: la fascia più numerosa del campione si concentra fra 100 e 500 milioni di euro, ma compaiono anche ben 40 società con fatturato inferiore a 10 milioni. Nel 2016 è raddoppiato il numero di quelle con fatturato compreso fra 10 e 25 milioni.

Per quanto riguarda l’attività, si registra la netta supremazia del settore manifatturiero, anche se nel 2016 è aumentato il peso relativo degli altri, dal commercio alle utilities, dai servizi finanziari all’immobiliare, dall’informatica alle costruzioni.

Il principale obiettivo del collocamento continua a essere quello di finanziare la crescita interna dell’azienda (62% dei casi, soprattutto per le Pmi), seguito dall’esigenza di ristrutturare le passività dell’impresa, dalle strategie di crescita esterna tramite acquisizioni e dal bisogno di alimentare il ciclo di cassa del capitale circolante.

L’analisi dei bilanci consolidati per le non finanziarie emittenti mostra situazioni abbastanza diversificate rispetto alla marginalità operativa all’emissione (ben 17 imprese con EBITDA negativo). La redditività appare contenuta ma in leggero miglioramento appena prima del collocamento del mini-bond. In media si riscontra un buon aumento del fatturato prima dell’emissione e - limitatamente alle Pmi per cui sono disponibili i bilanci - anche dopo, ma solo per le emittenti del 2013, non per quelle del 2014.

 
 
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