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MERCATI, bene le azioni, ma bond incerti

A marzo il suggerimento di alleggerire la componente obbligazionaria per aumentare l'azionario, soprattutto Usa ed euro.

07/03/2017 Redazione
I temi che caratterizzano i mercati finanziari non hanno evidenziato, a febbraio, particolari novità.
Il consensus di mercato è rimasto concentrato, come nelle attese, a favore del mercato azionario mentre per il segmento obbligazionario, seppur positivo, si è registrata qualche incertezza in più, soprattutto sul fronte euro dove sono cresciuti gli spread dei paesi periferici rispetto alla Germania.

L'attuale scenario continua a fornire segnali di miglioramento della crescita con dati macro che confermano le valide prospettive e con gran parte delle società che presentano buone valutazioni.
I rialzi messi a segno da inizio anno non sono, al momento, particolarmente significativi e sui mercati azionari le stime fondamentali non indicano segnali di rischio, in generale, compresi i listini che si trovano oltre i massimi storici.
Rimangono rilevanti solo i rischi a livello di scenario geopolitico, soprattutto in Europa con il processo Brexit in fase di sviluppo e una sequenza di importanti tornate elettorali che potrebbero rimescolare nuovamente le carte dell'unità dell'area euro.
Le oscillazioni sono state finora limitate, con volatilità sotto controllo e una generale carenza di temi che di fatto non ha portato nessuna modifica rispetto agli equilibri definiti nei mesi precedenti. Appare decisamente più sostenuta la crescita del mercato azionario americano, mentre sul lato europeo, rimangono maggiori le divergenze fra i singoli Paesi con performance effettivamente più distribuite. Simile il clima sul mercato giapponese, alle prese con qualche dato macro deludente.

Venendo ai risultati, febbraio vede come leader sull''azionario ancora la borsa statunitense (+3.72% S&P500) che accompagna il rialzo dei mercati emergenti (+2.99%). Segue l'area euro (+2.75%), mentre in Giappone la crescita resta contenuta (+0.90%). Controtendenza il mercato russo (-8.19%) mentre a livello settoriale fanno bene Information technology ed healthcare, con energy in difficoltà (-2.62%).
 
Il contesto obbligazionario nelle ultime settimane ribalta gli equilibri proposti a gennaio, evidenziando un recupero e consegnando risultati positivi su tutte le principali tematiche. I progressi sono parziali ma vanno nella direzione di stabilizzare il mercato dopo le flessioni degli scorsi mesi. L'obbligazionario Usa registra +0.34% con i temi corporate più sostenuti (+1.36%) mentre in area euro è soprattutto la Germania a offrire i rialzi più significativi (+1.53%) con, invece, i Paesi periferici alle prese con qualche incertezza in più. Ancora sostenuta la crescita del reddito fisso emergente (+2.07%) in valuta forte.

Il quadro dei risultati si conclude con le divise: dopo la forza mostrata a inizio anno l'euro subisce le pressioni in vendita ristabilendo gli equilibri verso le principali valute. Negativi dunque i risultati soprattutto verso yen (-2.08%) e verso dollaro (-2.06%) mentre più stabile il rapporto di cambio con franco svizzero (-0.40%) e sterlina (-0.48%).

Ultima nota inoltre sulle materie prime in generale rialzo, con oro in netta crescita (+3.11%) rispetto al petrolio (+1.61%).

Non vi sono elementi di rilievo per modificare la visione favorevole al comparto azionario che presenta ancora margini di crescita importanti prima di incontrare soglie significative in grado di interrompere il percorso rialzista in atto. Resta invece più delicata la condizione obbligazionaria dove, soprattutto sul fronte europeo, la tensione sui titoli di Stato dei Paesi periferici dell'eurozona sembra solo temporaneamente essersi attenuata.
 
Per il mese di marzo viene incrementata l'esposizione azionaria complessiva. 
Sul fronte allocazione gli asset rimangono concentrati maggiormente a livello geografico con un sovrappeso degli investimenti sulle principali aree rispetto alla selezione settoriale. Gli interventi sono quindi focalizzati ad alleggerire la componente obbligazionaria per aumentare l'azionario, soprattutto Usa ed euro. Confermati, ma con ruolo minore, invece gli investimenti a favore di Giappone e mercati emergenti. Rimangono, infine, attive le posizioni in valuta a favore di dollaro.
 
a cura di Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti Asset Management Sim
 
 
 
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