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MATTONE, il nuovo ruolo nel portafoglio degli italiani

Secondo una ricerca di ProfessioneFinanza, PwC e MutuiOnline, solo il 6% degli intervistati disposto a investire in immobili con scopo reddituale

27/02/2017 Stefania Pescarmona
Per l’investimento in asset immobiliari solo una bassa percentuale di clienti  si rivolge al proprio consulente finanziario. In particolare, solo un cliente su cinque si rivolge al proprio consulente di fiducia per indicazioni nel comparto real estate. Lo rivela la ricerca “Il mattone nel portafoglio, tra presente e futuro” condotta congiuntamente da PwCProfessioneFinanza e MutuiOnline su un campione di oltre 600 consulenti finanziari delle principali strutture di consulenza e promozione finanziaria attive in Italia.

L’investimento in beni immobiliari rimane quindi una materia ancora poco esplorata dai consulenti finanziari e tali asset non sono oggi al centro delle strategie dei risparmiatori italiani, nonostante il 50% della clientela abbia nel proprio portafoglio un investimento immobiliare. Inoltre, il 60% dei risparmiatori italiani mostra un sentiment negativo  rispetto al settore del real estate: in un contesto di rendimenti finanziari in calo e tassi zero, in cui la crisi finanziaria ha influenzato anche l’economia reale, l’investimento immobiliare ha fortemente risentito del crollo dei corsi dei titoli.
 
A conferma di questo, l’asset immobiliare non è al centro delle scelte di investimento dei risparmiatori italiani: solo il 4% dei consulenti finanziari indica che almeno un cliente su due ha negli ultimi anni acquistato un bene immobiliare. Tale asset è considerato rischioso alla stregua di un titolo azionario e non percepito come un fattore di diversificazione del rischio di portafoglio
 
Nonostante si continui a credere che il valore di un immobile in città sia ancora nel lungo periodo redditizio, i clienti hanno scoperto che anche l’immobiliare può essere soggetto a variazioni di segno negativo e, a causa della tassazione e delle difficoltà a reperire affittuari affidabili, è diminuita notevolmente la percentuale di quelli disposti ad investire in immobili con scopo reddituale (solo il 6%), mentre il 59% degli intervistati lo farebbe per andarci ad abitare e un ulteriore 34% per locarla.
 
Oggi il peso medio della quota di asset immobiliari nei portafogli delle famiglie italiane rientra tra il 40% ed il 60%, un valore che è rimasto piuttosto stabile nel tempo. Sebbene il sentiment si confermi negativo, il mattone rimane infatti ben presente nei portafogli di investimento, confermato dal dato del 50% dei risparmiatori che detiene almeno un asset immobiliare, con una particolare preferenza accordata alla prima casa. 

“Gli investimenti nel real estate sono da sempre tra le asset class più presenti nel portafoglio degli italiani ed oggi stanno vivendo una fase di cambiamento. Se l’acquisto della prima casa si conferma, infatti, una delle scelte preferite dagli italiani, è invece sempre minore il numero di risparmiatori che si affida al proprio consulente finanziario per questo tipo d’investimento e che investe in immobili con scopo reddituale - ha commentato Jonathan Figoli, ceo di ProfessioneFinanza - Seppure il settore continui ad attrarre i risparmiatori, il sentiment però non appare positivo. La grande sfida per la consulenza finanziaria sarà dunque riconquistare la fiducia e guidare l’investitore in un settore in evoluzione, affiancandolo in una scelta d’investimento per la quale c’è da sempre quasi una naturale propensione”. 
 
“Il mercato immobiliare è sempre stato considerato dagli italiani come un investimento sicuro, un bene rifugio, ma dall’indagine emerge una diversa fotografia. Il mattone viene percepito, infatti, come un asset rischioso, che non diversifica e che necessita di specifiche competenze, che ancora non sono state appieno colte e maturate da parte dei consulenti finanziari”, ha poi aggiunto  Mauro Panebianco, partner di PwC.

E cosa dire poi dei mutui e dei tassi che restano a livelli bassissimi. “Dopo i minimi storici assoluti che hanno caratterizzato tutto il 2016, comincia a registrarsi un lento e graduale incremento dei tassi dovuto a una leggera ripresa delle aspettative di inflazione per il 2017. Si tratta, tuttavia, di un rialzo di poche decine di punti che non influisce in modo evidente sull’attuale costo del denaro, ancora sostanzialmente molto favorevole per le famiglie italiane”, ha dichiarato Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnLine.it - In tale contesto economico gli investimenti sul “mattone” appaiono dunque ancora molto vantaggiosi, soprattutto quelli a lungo termine, a fronte di un’attenta  conoscenza del mercato oltre che di un’accorta valutazione dei valori e delle rendite immobiliari”.
 
 
 
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