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Tutela del patrimonio, il nuovo volto del TRUST

Questo strumento piace alla finanza islamica

09/09/2016 Luigi Santovito
Sta riscuotendo un gran successo il trust conforme alla Sharia. Ne sono valido esempio la diffusione di leggi ad hoc a Dubai e in Bahrain. La crescita del comparto della finanza islamica non conosce resa, il trend è positivo e si stima che nel 2019 i profitti della finanza islamica toccheranno quota 37 miliardi di dollari. Gli investitori percepiscono pertanto la finanza conforme alla Sharia come un rifugio sicuro e sono sempre più  numerosi i facoltosi musulmani che desiderano che le proprie ricchezze siano gestite e amministrate secondo i principi conformi alla legge islamica.

Da qui un' accelerazione dei trust in Medio Oriente come strumento di asset  protection, ovvero di garanzia e protezione del patrimonio familiare a favore delle generazioni future. In tale ottica, la Sharia, in tema di eredità, prevede ad esempio, all'apertura della successione, la devoluzione immediata dell'asse ereditario agli eredi individuati.
 
Il trust è per certi versi molto simile ad un altro istituto della legge islamica , il Waqf.
Il waqf è un contratto che richiede la piena capacità di agire nei soggetti che gli danno vita. Chi se ne serve deve avere la piena disponibilità dei beni che non devono essere illegali. Si tratta per lo più di uno strumento che consiste nella detenzione di determinate cose e nella devoluzione dei profitti derivanti a favore del perseguimento di finalità religiose e caritatevoli. Ai waqf a beneficio dei poveri o con finalità pubbliche, si affiancano quelli familiari, nei quali i beneficiari sono i congiunti di chi istituisce il contratto.
 
Nella prassi, l'atto istitutivo prevede che il trustee versi annualmente la Zakat, segua  il rispetto delle regole precettive( no a investimenti haram), rispetti  le regole procedurali ( divieto di riba, gharar e maysir) e mantenga il rispetto rigoroso delle disposizione successorie.
Secondo la Sharia infatti almeno i due terzi del patrimonio devono essere distribuiti ai superstiti in quote fisse, la quota di riserva per la moglie è pari ad un sesto dell'asse ereditario, la quota riservata all'erede maschio è  doppia rispetto alla quota destinata alla femmina.
Non vi sono invece limitazioni alle donazioni in vita, le uniche condizioni necessarie sono: l’ esplicita' accettazione della liberalità e che chi riceve la donazione, acquisti la proprietà dei beni e che quindi il trasferimento sia effettivo.
 
Nella pratica possono esistere però  delle varianti, ovvero il trust discrezionale nel caso in cui il disponente affidi le proprie indicazioni non vincolanti ad una lettera d'intenti che può  indicare la persona da consultare per le erogazioni oppure un trust con due sottofondi, uno contenente beni disposti secondo la Sharia e uno contenente beni dislocati all'estero e non necessariamente conforme alla Sharia.
 
Gli aspetti imprescindibili del trust sono però : la politica d'investimento dello strumento che deve essere Sharia compliant,  sia si tratti di beni immobili che di investimenti in strumenti finanziari e la nomina del guardiano del trust che deve essere un esperto conoscitore della Sharia.
 
Quest'ultima condizione può essere realizzata attraverso una letter of wishes che, in modo non vincolante, sia diretta al trustee per invitarlo a conformarsi alla Sharia. Inoltre è possibile che il ruolo del trustee sia rappresentato da un private trust company, organismi che prevedano la presenza del disponente e di alcuni membri della famiglia, al fine di mantenere la famiglia unita e la gestione dei beni nella giusta direzione e con la garanzia che il trust garantisce.
 
A cura di Luigi Santovito, curatore della sezione PF Finanza Sostenibile di ProfessioneFinanza.com
 
 
 
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