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MiFid II, nuovi portafogli e nuovi consulenti al PFEXPO

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Il 24 gennaio al PFEXPO, Eugenio de Vito (4Timing sim) illustrerà il nuovo ruolo del consulente post MiFID II

La MiFID sta rivoluzionando profondamente il mondo della consulenza finanziaria. Cambiano gli investitori, cambiano i portafogli e cambiano anche i professionisti. Come sono cambiati i consulenti finanziari nel corso degli ultimi anni e perché la MiFID II dovrebbe rappresentare un punto di svolta nell’emancipazione professionale?

MyAdvice-ProfessioneFinanza  lo ha chiesto a Eugenio de Vito, ceo di 4Timing sim, che in questo contributo anticipa parte dell’intervento che terrà il 24 gennaio, al PFEXPO di Milano, all’interno della tavola rotonda “Un nuovo approccio ai portafogli: come cambiano gli investimenti con la MiFID II”, che si svolgerà al Palazzo delle Stelline, in sala Leonardo, dalle 14.15 alle 16.00 (clicca qui per iscriverti all’evento)

 

“Mi sembra di tornare al 1994, gli esordi del mio mestiere: appena superato l’esame da pf, una futura laurea in economia e tanta voglia di proiettarmi nel fantasmagorico mondo della consulenza finanziaria.

Dopo un paio di anni, in forza presso una delle reti più blasonate del nostro sistema, capii l’origine della denominazione di “promotore finanziario”. L’ordine di scuderia era molto semplice: proporre i 4 fondi di casa (tra cui il mitico fondo professionale) e le gestioni patrimoniali, in cui il pf veniva totalmente “sollevato” dalla responsabilità di scelte discrezionali e naive di gestione.

Finalmente l’inizio del terzo millennio, a causa degli scarsi risultati delle asettiche gestioni patrimoniali, la forte spinta concorrenziale e la conseguente necessità di offrire prodotti non solamente captive, vide la genesi del sistema del risparmio gestito 4.0: il multi-brand.

Il promotore iniziava così una nuova professione, quella del piccolo chimico, combinando fondi ultra specializzati per creare la formula miracolosa, capace di rendimenti stellari. Finalmente poteva muoversi liberamente, dal mercato equity a quello bond, da quello Usa a quello high tech del sud est asiatico, il tutto nel giro di 24 ore grazie anche a sofisticate piattaforme digitali e alla web collaboration.

Insomma il multi-brand ha messo «le ali» al promotore finanziario, finalmente in condizione di sentirsi, ancor prima che la legge di stabilità 2016 ne cambiasse la denominazione, non più un venditore di prodotti ma un vero e proprio consulente a tutto tondo, capace di coniugare le esigenze del cliente con le tendenze dei mercati finanziari.

La MiFID II spariglia definitivamente le carte, rischiando di far precipitare il nostro consulente di nuovo negli anni ‘90, tra ingessati portafogli modello e obsolete gestioni patrimoniali. Qual è il vero ruolo del consulente finanziario e perché la MiFID II dovrebbe rappresentare per lui un punto di svolta nell’emancipazione professionale?”

 

 

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12/01/2018 | Categorie: Mondo consulenti Firma: Redazione