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I forti rialzi avvenuti ad inizio settimana in particolare per gli istituti italiani, francesi e inglesi sono in parte dovuti ad una rivisitazione di Basilea 3. In base ai nuovi accordi tra i governatori centrali, i gruppi bancari dovranno raccogliere meno risorse e avranno più tempo per farlo. Unica ad opporsi a tale modifiche è la Germania.
REAZIONE DEI MERCATI: La versione "alleggerita" di Basilea 3 ha dato enfasi alle quotazioni dei titoli bancari. Dopo le trimestrali di Ubs e Deutsche Bank di inizio settimana, l'allentamento di Basilea 3 ha portato un po' di euforia: non va senz'altro trascurato l'effetto positivo degli stress test nei giorni scorsi, dato che dovrebbero aver consentito di mettere da parte i timori principali sui requisiti di capitale e liquidità delle banche.
IL PENSIERO DEGLI ANALISTI: Secondo gli analisti, i beneficiari della revisione saranno proprio gli istituti italiani, francesi e inglesi. Le banche sono al lavoro per capire l'impatto della nuova Basilea 3 nei dettagli, anche perché non tutte le incertezze sono state sciolte dal Comitato di Basilea. Secondo le prime indiscrezioni, c'è però apprezzamento per la direzione presa dai regolatori. Diverse correzioni erano state richieste in modo esplicito dalla Banca d'Italia e dalle banche italiane.
ASPETTI TECNICI: Gli aspetti più positivi del nuovo accordo su Basilea 3 riguardano il riconoscimento parziale nel patrimonio di minoranza e la possibilità di dedurre le attività per imposte anticipate o le partecipazioni finanziarie rilevanti soltanto per l'importo che eccede il 10% del capitale di migliore qualità (la soglia è del 15% per i valori aggregati). Altre modifiche sono state definite per i rapporti sulla leva (con leverage ratio al 3%) e sulla raccolta (in particolare per il net stable funding ratio): in entrambi i casi è prevista una ponderazione più soft per le banche e l'entrata in vigore soltanto nel 2018, dopo un lungo periodo di test.
COSA AVVIENE IN SINTESI: Al di là degli aspetti tecnici, in sintesi, gli istituti saranno obbligati a raccogliere minori risorse (l'Abi francese aveva parlato di capitali per 360 miliardi di euro e funding fino a 3.500 miliardi di euro in tutta Europa) e avranno più tempo per farlo. Gli effetti sui prestiti e sulla crescita economica avranno quindi un impatto minore. Il nuovo accordo è senz'altro un fattore ritenuto dalle banche positivo per il settore finanziario e gli analisti hanno stimato per i gruppi maggiori un miglioramento dei livelli di capitale di almeno l'1% rispetto alle previsioni fatte a dicembre 2009. Le regole sulle imposte anticipate, che hanno un peso significativo nei bilanci, sono considerate molto positivamente per gli istituti di credito italiani.
FAVOREVOLI E CONTRARI: Le novità varate dai governatori centrali saranno approvate molto probabilmente al G20 di novembre. Solo la Germania finora non è d'accordo sulle modifiche al testo originale. Sembra comunque che la Germania sia disposta ad approvare l'accordo solo dopo aver valutato l'effetto dei requisiti minimi di capitale, soprattutto sulle Landesbank, ritenendo quindi l'accordo non impossibile.
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